Il20 luglio di 70 anni faveniva pubblicata sulla rivista Science lascoperta che hacambiato la storia della fisica: due ricercatori americani, Frederick Reines e Clyde Cowan, erano riusciti arivelareper la prima volta gliantineutrini,confermando così anche l’esistenza degli inafferrabili neutrini. Nel corso del '900, la fisica del neutrino ha assunto un ruolo sempre più centrale nella ricerca fondamentale, ma diverse domande restano ancora senza risposta.

"Per quanto riguarda il neutrino,ci sono ancoramolti misteriirrisolti", dice all'ANSA Marco Pallavicini, fisico dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e professore all'Università di Genova. "Ad esempio,non sappiamo ancorase sia unaparticella diversa dalla sua antiparticella, oppure se neutrino e antineutrino coincidano. Inoltre,non conosciamoancora il valore della suamassa, nonostante molti esperimenti abbiano cercato di misurarla. Un altro mistero - continua Pallavicini - riguarda l'emissione di neutrini ad altissima energiache sono stati captati, la loroorigine astrofisicaresta ancorasconosciuta".

I neutrini vengono chiamati anche 'particelle fantasma' perchéinteragiscono cosìpoco con la materiada poter attraversare l’universo senza urtare quasi nulla. Questa loro capacità li rendeestremamente difficili da intercettaree consente loro di trasportareinformazioni preziosesuambienti altrimentiimpossibili da esplorare. "Sia per lo studio delleforze della naturasia per l'astrofisica- afferma Pallavicini - i neutrini sono mezzi di rivelazione eportatori di informazioni unici". 

L'esperimentoallestito da Reines e Cowan nel1956 per riuscire a intercettare questa particella faceva parte di unprogetto chiamatoPoltergeist, una parola tedesca ('spirito fantasma') scelta proprio per evocare l’elusività del neutrino. Era costituito da una serie di rivelatori contenenti taniche d’acqua e liquidi scintillatori, sostanze che emettono luce quando vengono attraversate da particelle cariche. Questa luce rappresenta il segnale rivelatore dell’interazione dell’antineutrino prodotto nel reattore. "Erano tecnologie nuove per l'epoca- commenta il fisico dell'Infn - che sono poi diventate standard solo molti anni dopo".

Ora, 70 anni dopo, si progettanoesperimenti sempre più complessi con l'obiettivo di scrivere nuove pagine della storia della fisica. Tra questi, gli esperimentiCupid eLegend situati presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Infn: entrambi sono dedicati acapire se ineutrini corrispondano o meno alle loro antiparticelle.

"Questi due esperimenti scriveranno ilfuturo della ricercadei prossimi10-15 anni", dice Pallavicini. C'è poi iltelescopio sottomarinoper neutriniKM3NeT, sempre dell'Infn: una struttura costruita a 2mila metri di profondità al largo della Sicilia progettata per osservare i neutrini provenienti dai luoghi più remoti del cosmo, che dovrebbe raggiungere la sua configurazione definitiva entro il2030. Al di fuori dell'Italia, infine, stanno prendendo vita altri grandi esperimenti, comeHyper-Kamiokande, il gigantesco osservatorio di neutrini in costruzione in Giappone, eJuno in Cina. "Questi esperimenti - conclude Pallavicini - miglioreranno drasticamente la conoscenza dei neutrini".