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Computer controllati dallaluce, conoperazioni 100 volte più veloci, sono un passo importante verso unanuova generazione dimacchine simili a quelle tradizionali ma molto più rapide e conminori consumi di energia: è questo il traguardo raggiunto da un gruppo di ricerca guidato da Giulio Cerullo, del Politecnico di Milano, e descritto sulla rivista Nature Photonics.
I computer tradizionali usano al loro interno piccole ‘nuvole’ di elettroni, cariche elettriche che rappresentano le unità di informazione usate nei calcoli, i cosiddetti 0 e 1 che formano i bit, ma la cui velocità è limitata da alcune barriere fisiche difficilmente superabili. Ma l’uso dellaluce puòaggirare questelimitazioni. “Grazie a impulsi laser ultrabrevi – ha detto Cerullo – possiamocontrollare glistati quantisticidella materia suscale temporali di pochi milionesimi di miliardesimi di secondo, cioè alle stesse frequenze di oscillazione della luce, finorainaccessibili all’elettronica".
Proprio questi impulsi laser sono in grado di manipolare i bite usarli pereseguire lenormali operazioni: il risultato finale è che le operazioni avvengono oltre 100 volte più rapidamente rispetto ai migliori dispositivi elettronici moderni, e il tutto atemperatura ambiente. A guidare lo sviluppo di questa tecnologia è stato un gruppo di ricerca composto anche da Stefano Dal Conte e Margherita Maiuri, Francesco Gucci e Mattia Russo, del Politecnico e Franco Camargo, dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr. Untraguardo chedimostra concretamente lepotenzialità della fotonica, in particolare usando impulsi di luci ultrarapidi, per migliorare la velocità e l’efficienza dei computer ‘tradizionali’ e sviluppare una nuova generazione di macchine.


