Arriva dal Massachusetts Institute of Technology ilprimo impianto con nervi riprogrammati in grado di riconnettereorgani rimastiparalizzati dopo lesioni al midollo spinale. Il dispositivo, che è statotestato nei topi, riprogramma i nervi in modo dareclutareimuscoli giàpresenti all'interno del corpo per far svolgere loronuove funzioni. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, potrebbero aprire la strada a unanuova frontiera della medicina, nella quale il corpo stesso delpaziente diventaparte deldispositivo.

"Abbiamo creatoun'interfaccia chesfrutta ipercorsi naturali utilizzati dal sistema nervosoin modo da potercontrollare gliorgani del corpo - dice Hugh Herr, che ha coordinato la ricerca - consentendo al tempo stesso latrasmissione del feedback sensoriale al cervello". Per riuscirci, gli autori dello studio hanno trovato il modo dicollegare ildispositivo alsistema nervososfuggendo, però, al controllo del cervello: la soluzione è statasostituire ineuroni motori, quelli chegenerano ilmovimento,conneuronisensoriali, che sonoprogrammati non per impartire comandi maper ricevere segnali. In questo modo, acontrollare l'organo non è il cervello, ma uncomputer.

Avvolgendo ildispositivo attorno all'intestino paralizzatodi un roditore, i ricercatori sono riusciti aripristinare ilmovimento dicontrazione dell'organo, e in un altro esperimento progettato per simulare l'amputazionedi unarto inferiore, hannocontrollato con successo imuscoli residui del polpaccio. Ilsistema, inoltre, haanche trasmesso informazioni sensorialial cervello. "Questo suggerisce - afferma Hyungeun Song, primo firmatario dello studio insieme a Guillermo Herrera-Arcos - che la nostra tecnologia potrebbe essere in grado di far sì che uno stomaco paralizzato trasmetta al cervello la sensazione di fame".