Non solo i buoni geni, ma l'assenza di deterioramento genetico: è questo il segreto che ha consentito di compiere194 anniaJonathan, unatartaruga gigante che vive sullisola di Sant'Elena, nota per essere l'animale terrestre più longevoal mondo. E' quanto emerge dallo studio condotto dall'organizzazione no-profit statunitense Kallel, specializzata in studi sulla longevità, e pubblicato sulla rivista Science Advances.

Grazie all'analisi genetica ottenuta da un campione disaliva, gli studiosi hanno individuato287 varianti genetiche unichein questa tartaruga gigante straordinariamente longeva. "Questigeni - sottolinea Stephen Clark, fondatore di Kallel e autore senior dello studio -controllano processi fondamentalidell'organismo, tra cui lariparazione dei danni al Dna, lariduzione dell'infiammazione, laregolazione dell'insulinae lasoppressione dei tumori". 

I ricercatori hanno inoltre confrontato l'epigenoma(l'insieme dei fattori che si legano al Dna senza modificarne la sequenza) della tartaruga con quello di altri 4 esemplari della stessa specie e si sono accorti che eranomolto similia quelli deglianimali più giovani. "In pratica - aggiunge Justin Gerlach del Peterhouse College dell'Università di Cambridge, che ha partecipato allo studio - iregolatori genicicoinvolti nella produzione di energia e nella riparazione del Dna sono rimastiincredibilmente stabiliin Jonathan nell'arco diquasi due secoli, mentre di norma cambiano nel tempo, contribuendo al processo di invecchiamento. Dunque la lorotrascrizione ad alta fedeltàsi è rivelata fondamentale per la longevità". 

Poiché la senescenza rappresenta il principale fattore di rischio per quasi tutte le malattie croniche, ilprossimo obiettivodegli studiosi è sfruttare i dati raccolti per future terapie.