Arrivano datopi anzianinuoviindizisullegame tra età e tumori: i risultati indicano che il rischio di cancro èmaggioreper gliindividuidimezza età,con unpicco tra 65 e 79 anni, mentre torna adiminuire dopo quella fase. Lo ha scoperto lo studio presentato al convegno annuale dell'Associazione americana per la ricerca sul cancro e pubblicato sulla rivista Cancer Research da ricercatori dello statunitense Fox Chase Cancer Center. Una migliorecomprensionedelruolo dell'invecchiamentonellaprogressionedeitumoriè fondamentale persviluppare terapiepiùefficaciper i pazienti di età avanzata.

Meno del 10%deglistudisuitumoricondotti contopiusa animali anziani:la maggior parte si basa su animali molto giovani, con un'età più o meno equivalente a quella di un essere umano di 20 anni. Questo perché itopi giovani sono molto più facili ed economici da reperire, dal momento che non necessitano di lunghi tempi di allevamento. Ladiscrepanza,però, potrebbe essere uno dei motivi per cui molti farmaci antitumoraliche si dimostranopromettentineitestsugli animali poifalliscononelle sperimentazionisull'uomo.

I ricercatori coordinati da Mitchell Fane hanno indagato in particolare ilmelanoma,un tumore maligno della pelle. I dati raccolti suggeriscono che svolgono un ruolo chiave delle particolaricellule immunitariechiamate 'celluleT gamma delta', che agiscono comesentinelleprecoci per aiutare aprevenireladiffusionedelcancro.Itopi giovani e quellimolto anziani posseggono un numero maggioredi queste cellule protettive, e dunque il lorotumoreha maggiori probabilità di rimanerelatenteo diffondersi poco. Gli animali dimezza età, invece, hannopoche cellule T gamma delta, e questo permette al melanoma di diffondersi più facilmente. Inoltre, con l'avanzare dell'età le cellule del melanoma riescono a indebolire attivamente il sistema immunitario, cosa che non accade negli individui più giovani.