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Un'analisi delsanguepermette dicalcolare l’età biologicae lalongevità di 11 organi,dalcervello all’intestino, e a prevedere ilrischioche sviluppino unamalattiaentro 10 anni. Il test, ancora sperimentale, è descritto sulla rivista Nature Medicine dal gruppo di ricerca dell’Università di Stanford guidato da Hamilton Oh. Secondo i ricercatoripotrebbe esserecommercializzatoentro 3 anni.
Punto di partenza della ricerca è il fatto che ogni organo invecchia in tempi diversi e la scommessa è riuscire a individuare le spie di questi cambiamenti.
Per riuscire a individuarli, i ricercatori di Stanford hanno analizzato idatirelativi a 44.498 personedietà compresa tra 40 e 70 anni, raccolti nella banca britannica dei dati genetici chiamataUK Biobank,nella quale sono stati raccolti campioni di sangue e cartelle cliniche aggiornate di circa600.000 individui nell’arco di 17 anni. Su questa base sono stateindividuate nel sangue quasi3.000 proteine, alcune delle quali può esserericondotta all’attività di un singolo organo, in particolare cervello, muscoli, cuore, polmoni, arterie, fegato, reni, pancreas, sistema immunitario, intestino e tessuto adiposo.
Combinando questidaticon lastoria clinicadegli individui, i ricercatori sono riusciti a determinare i valorimedi di ogni proteinain funzione dell’età delle persone e a vedere come questi dati specifici si discostino tra persone della stessa età. Questi dati hanno permesso dimisurare l’età biologicadi ciascuno degli 11 organi perverificareeventualilegamiconmalattie.
Uno dei dati più interessanti riguarda ilcervello, vero custode della longevità: “se hai un cervellovecchio, hai una maggiore probabilità di mortalità. Se hai un cervello giovane, probabilmente vivrai più a lungo”, ha detto Tony Wyss-Coray, uno degli autori dello studio. Fra ipartecipanti allo studio,uno su quattro presentavapiù di un organo estremamente invecchiati o giovane.


