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Hanno la forma di una stella, lecellule che in condizioni normaliproteggono ilcervello dalleinfiammazioni e adesso, nella loroversione potenziatariescono adistruggere gliaccumuli dellaproteina amiloide che sono all’originedella malattia diAlzheimer. Lo dimostrano gli esperimenti condotti nei topi, nei quali lecellule-guardiano, chiamate astrociti, sono statemodificate e con una solainiezione sono riuscite a prevenire lo sviluppo delle placcheamiloidi nel cervello dei topi e adimezzare la quantità diquelle giàformate. Se confermati negli esseri umani, questi risultati potrebbero aprire la strada a unanuova arma capace dibloccare lamalattia sul nascere. Pubblicata sulla rivista Science, la ricerca è stata condotta nella Washington University School of Medicine di St. Louis con la guida dell’italiano Marco Colonna, originario di Parma.
Grazie allatecnica, brevettata dall’università americana. gliastrociti sono statimodificati in un modo simile a quelli con cui le cellule Car-T vengono attualmente modificate per combattere i tumori del sangue: come le Car-T sono modificate con ungene, un recettore artificiale chiamatoRecettore Chimerico dell'Antigene (Car), che permette loro di riconoscere e aggredire le cellule tumorali. Anche le cellule guardiano del cervello sono equipaggiate con un dispositivo molecolare che le trasforma in super-depuratori che rimuovono dal cervello le proteine dannose.
"Questo studio segna ilprimo tentativo riuscitodiingegnerizzare gliastrociti per colpire e rimuovere specificamente le placche di beta amiloide nel cervello dei topi affetti da malattia di Alzheimer", ha detto Colonna. "Sebbene siano necessari ulteriori studi per ottimizzare l'approccio e affrontare i potenziali effetti collaterali, questi risultati aprono unanuova entusiasmante opportunitàper sviluppare gli astrociti Car in un'immunoterapia per le malattie neurodegenerativee perfino per itumori cerebrali".
Lo studente appena laureato Yun Chen, primo autore dell’articolo, con i neurologi David Holtzman. Barbara Burton e Reuben Morriss hanno trasformato gli astrociti, che sono anche le cellule più abbondanti nel cervello, in macchine per fare pulizia degli aggregati di proteina amiloide. Gli astrociti modificati sono stati veicolati nel cervello di due gruppi di topi utilizzando unvirus reso innocuo: in un gruppo di topi giovani, lecellule sono stateiniettare prima che sisviluppassero leplacche ein topi più anziani con ilcervello saturo di placche.Dopo tre mesi, ilcervello dei topi giovaniera rimastolibero dalle placche e in quello deitopi anziani ilnumero delleplacche si era ridotto della metà.
"In linea con le terapie farmacologiche a base di anticorpi, questa nuova immunoterapia conCar-astrociti è più efficace se somministratanellefasi iniziali dellamalattia", ha detto Holtzman. Quello che “potrebbe fare la differenza nell'assistenza clinica – ha osservato - è nella singola iniezione che ha ridotto con successo la quantità di proteine cerebrali dannose nei topi".


