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Dalla scoperta dei cosiddettineuroni specchio, che si attivano sia quando compiamo un'azione sia quando la osserviamo fare a qualcun altro, agli studi che hanno fatto luce sullamalattia di Huntington, un raro disturbo genetico neurodegenerativo per il quale si stanno ora sperimentando possibili terapie. Tanti degli sviluppi compiuti oggi nel campo delleneuroscienze rappresentano l'eredità di Camillo Golgie della sua 'reazione nera': la tecnica di colorazione da lui sviluppata nel1873, che permise per laprima voltadi evidenziare eosservare le singolecellule cerebrali.
A celebrare tale eredità a 100 anni dalla sua morte, il convegno organizzato a Roma dall'Accademia Nazionale di Lincei, in collaborazione con l'Istituto europeo di ricerca sul cervello 'Rita Levi-Montalcini' (Ebri).
"Golgi è stato ilprimo vincitore italianodelNobel per la Medicina, la sua storia è unesempio per lenuove generazioni", commenta Carlo Doglioni, vicepresidente dell'Accademia dei Lincei, che ha aperto l'evento.
"Il cervello è unlaboratorio sconfinato- dice anche il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Andrea Lenzi - pieno di recessi nascosti che rimangono, in larga misura, enigmatici. Se oggi sappiamo molto di più su di esso, un profondo debito di gratitudine va alla figura di Camillo Golgi, che ha apertostrade completamente nuovenelleneuroscienze e ancora oggi ispira la ricerca d'avanguardia. Portare avanti tale eredità scientifica - prosegue Lenzi - in un momento in cui le neuroscienze sono chiamate ad affrontare sfide di portata e complessità senza precedenti, è nel contempo un privilegio e una profonda responsabilità".
Golgi è stato, ad esempio, fondamentale nel lavoro di Giacomo Rizzolatti , neuroscienziato dell'Università di Parma e membro dei Lincei, il cui nome è legato proprio aineuroni specchio: la loro scoperta, prima nelle scimmie e poi nell'uomo, è considerata una delleprincipali degli ultimi decenni in questo ambito, per il ruolo decisivo che svolgono nell'apprendimento per imitazione e nel fenomeno dell'empatia.
"Il lavoro di Golgi hatrasformato la capacità di osservare il sistema nervoso", aggiunge la senatrice a vita Elena Cattaneo, docente all'Università di Milano e lincea, molto nota per le sue pionieristiche ricerche sulla malattia di Huntington. Cattaneo, intervenuta anch'essa al convegno, ha illustrato gli ultimi studi che hanno individuato la firma del disturbo già nel cervello in via di sviluppo dell'embrione e che hanno dimostrato come sia possibile alterare tale firma, in modo da rallentare o fermare la progressione della malattia.


