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Arriva daitumori unachiave perrigenerare inervi e ilmidollo spinale.Lo studio internazionale, guidato dall’Università di Verona e dall'Università Statale di Milano epubblicato sulla rivistaImmunity, identifica nei macrofagi associati al tumore (Tumor-Associated Macrophages, TAM), una potente capacità distimolare lacrescita del tessuto nervoso, aprendo la strada anuove strategie terapeutiche.
Imacrofagi sono cellule “sentinella” del sistema immunitario, fondamentali nella difesa dell’organismo. Nei tumori, però, possono essere “rieducati” dall’ambiente canceroso, contribuendo alla progressione della malattia. Proprio studiando questo aspetto i ricercatori hannoscopertola lorocapacità dipromuovere direttamente lacrescita e lamaturazione dei neuroni.
Esperimenti sui topi geneticamente modificati per mimare il sarcoma, hanno mostrato come i macrofagi associati al tumore aumentino l’infiltrazione deinervi all’interno della massa tumorale, contribuendo però anche a una maggiore aggressività del cancro e alla formazione di metastasi. Gli stessi macrofagi, testati in modelli sperimentali dilesione gravee completa delmidollo spinale, hanno invece dimostrato difavorire ilrecupero motorio, ridurre la spasticità estimolare larigenerazionedeltessuto nervoso. Non solo: la somministrazione ripetuta dei TAM ha migliorato la sopravvivenza dei neuroni e laricrescita degli assoni, le “fibre” che trasmettono gli impulsi nervosi, aumentando la formazione dinuovi vasi sanguignie migliorando l’apporto di ossigeno e nutrienti.
"Le stesse cellule che favoriscono l’innervazione dei tumori possono dunque essere sfruttate per promuovere la rigenerazione del tessuto nervoso dopo una lesione del sistema nervoso centrale", sottolinea Ilaria Decimo, coordinatrice della ricerca. "L’identificazione dei questi meccanismi d’azione - commenta Massimo Locati - da un lato suggerisce un possibile bersaglio molecolare per ridurre l’effetto pro-tumorale dell’innervazione nei tumori, dall’altro un candidato per future terapie mirate alla rigenerazione nervosa".
Allo studio, finanziato confondi Pnrrall’interno del progetto Mnesys, con fondi del progetto europeo Hermes e dalle associazioni di pazienti Galm e La Colonna, hanno partecipato anche l’Irccs Humanitas Research Hospital di Rozzano, l’Irccs Istituto Auxologico Italiano di Milano, il Helmholtz-Centre for Environmental Research – Ufz di Lipsia, lo University College London e il Francis Crick Institute di Londra.


