PHOTO
Sanno aumentandoin tutto ilmondo gli episodi distress da calore, che si verificano quandol'organismo fatica a regolare la propria temperatura interna a causa del caldo eccessivo: se nel1970 colpivano il16%dellapopolazione globale, oggi la percentuale è salita al22%, pari a circaun miliardo di persone in più.
Tra lezone più vulnerabili, insieme aNord Africa,America del Sude allaparte meridionale del Nord America, c'è anche l'Europa meridionale: qui si è passati da una media di 112 episodia una di133 nel periodo compresofra il 2015 e il 2024, e si possono registrarefino a 50 giornienotti in più all'anno all'insegna dell'afae arischio diforte stress da calorerispetto agli anni '70 del secolo scorso. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change condotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), con le due sedi a Reading, nel Regno Unito, e a Bonn, in Germania.
Sebbene leondate di calorestiano diventando sempre più frequenti, lunghe e intense,ci sonopochi datisu come è cambiata negli ultimi decenni lapercezione di questi eventi da arte delle persone. Lostress da calore, o stress termico, èinfluenzato non soltanto dallatemperatura esterna, ma da altri fattori qualiumidità,vento eradiazione solare. Per valutarlo, gli autori della ricerca guidati da Rebecca Emerton, che coinvolgono anche due ricercatrici italiane che lavorano all'estero, hanno utilizzato l'Indice Climatico Termico Universale (Utci), che incorpora tutti questi fattori per misurare latemperatura percepitadall'organismo e la sua risposta all'ambiente.
Analizzando i datidal 1950 al 2024, i ricercatori hanno scoperto che letemperature percepitehanno cominciato adaumentare a partiredagli anni '70. Gli episodi di forte stress si sono intensificati soprattutto nelle notti più afose, le cosiddettenotti tropicali, nelle quali la temperatura percepita è salita di 0,32 gradi ogni decennio. Per i giorni percepiti come più torridi, invece, è aumentata di 0,27 gradi. Se all'inizio l'esposizione ad almeno un giorno di stress termico estremo riguardava il 16% della popolazione mondiale, ora colpisce il 22%, pari a un miliardo di persone in più.
I risultati evidenziano come lostress termicostiaaumentando infrequenza,intensità edurata, sia di giorno che di notte, e suggeriscono lanecessità di contromisureper tutelare la salute della popolazione. Ad esempio,sistemi di allerta precoce, interventi diraffreddamento urbanoe l'integrazione dei parametri relativi allo stress termico nelle valutazioni delrischio climatico.


