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Salvare la Lunaprima di trasformarla in una miniera e inquinarla con i rifiuti: è l'appelloche gli esperti di ricerca spaziale lanciano dal Cospar, il più importante congresso sulla ricerca spaziale che si chiude a Firenze e organizzato in Italia dall'Istituto Nazionale di Astrofisica. Chiedono, in particolare, che sianoadottati al più prestorigorosiprincipi di precauzione ed equità.
Mentre ha preso il via laseconda corsa alla Lunatra le potenze mondiali che si stanno dando l'obiettivo di realizzare iprimi avamposti stabili abitatie sviluppare attività diestrazione mineraria, la comunità scientifica avverte che ilpaesaggio lunare incontaminatorischia di subiredanni irreversibili. A differenza della Terra, la Luna non ha vento, pioggia né un ecosistema in grado di rigenerarsi, il che rende leimpronte umanee irifiuti industrialipermanenti.
Itrattati esistentisonoprivi di un quadro normativocoeso per lagestione ambientaledell'interaLuna, lasciando spazio a lacune legislative e a potenzialiconflitti geopoliticiper l'accaparramento delle risorse lunari.
Sulla base di sentenze storiche della Corte Internazionale di Giustizia in materia climatica, gli esperti di diritto sostengono che lenazioni con programmi spaziali debbanoadottare rigorosi principi di precauzione ed equitàintergenerazionale.Stabilire unapolitica ambientale lunareuniversalmente riconosciutanon è più soltanto un dibattito ecologico: è unpasso essenziale pergarantire unascienza sostenibile, laprotezione dellerisorse e unacooperazione pacifica nello spazio.


