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Sviluppare uncentro di riciclo europeoper trasformare le batterie esauste, in particolare quella allitio, in un tesoro strategico. A proporre una soluzione concreta al problema della dipendenza dalle importazioni di materie prime strategiche, un mercato dominato dalla Cina, è Elza Bontempi, dell’Università di Brescia, e pubblicato sulla rivista Resources, Environment and Sustainability.
“Mentre la transizione verso l’elettrificazione accelera,l’Europa si trova in una posizione difficile: è quasi completamentedipendente dalle importazioni di materie prime strategiche, come litio e cobalto, e allo stesso tempo ha una limitata capacità di riciclare quegli stessi materiali”, ha detto Bontempi.
A rendere evidente questa situazione è lo studio appena pubblicato che sottolinea come la capacità di riciclo di batterie esauste dell’Europasia appena0,5 milioni di tonnellate, ossia quasi100 volte inferiore a quella dellaCina. Dei materiali contenuti all’interno delle batterie, la cosiddetta ‘black mass’, la polvere scura che si ottiene frantumando le batterie e che è ricca di litio e cobalto,l’Europa è costretta a esportarne in Asia oltre il 50%con unaperdita di materiali strategiciche devono essere poi riacquistati dall’estero. Un quadro che pone l’Europa in una situazione di grave dipendenza.
“Eppure abbiamo le competenze e le risorse per allentare questa situazione”, ha aggiunto la ricercatrice. Il primo passo concreto dovrebbe prevedere larealizzazione di un centro di riciclo modulareinteso come progetto pilota capace di trattare tra 1.000 e 5.000 tonnellate di materiale l’anno. “Il futuro del riciclo non sarà definito da un singolo processo 'perfetto', ma – conclude Bontempi – dalla capacità di integrare tecnologie diversein un quadro flessibile e validato scientificamente. L'obiettivo ètrasformare le batterie esauste in una risorsa domestica sicura, così che le batterie delle nostre auto elettriche e dei nostri dispositivi non diventino un rifiuto costoso, ma una miniera di materiali preziosi per l’Europa”.


