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Nell'ovulo appena fecondato avviene una vera e propriabattagliafra isessinella quale inuclei di ovuli e spermatozoi non si fondono immediatamente, marimangono separati e in competizioneper quanto riguarda le lorodimensioni.E' questa la ragione di un fenomeno noto da tempo, ma compreso solo adesso, enecessarioper ilcorretto sviluppo embrionale. La scoperta, descritta su Nature e avvenuta in Giappone, apre un capitolo completamente nuovo nella ricerca sui primissimi passi di una nuova vita.
Nell'ovulo appena fecondato, subito prima che un ovulo e uno spermatozoo si fondano per formare lo zigote e iniziare la divisione cellulare, i loro pronuclei, cioè tra i nuclei contenenti il Dna di queste cellule, rimangono separati, ma perchè questo accada non era mai stato studiato. "IlDnache unindividuo ereditadallamadre e dalpadre- spiega il biologo dello sviluppo Kyogoku Hirohisa dell'Università di Kobe che ha condotto la ricerca in collaborazione con i ricercatori dell'istituto Riken - nondifferisce soloper leinformazioni genetiche. Il genoma maternopresenta anche numerose modifiche chimiche, come piccole etichette, sulle molecole attorno alle quali è avvolto il Dna assenti nel genoma dello spermatozoo. Queste modifiche sono essenziali per lo sviluppo embrionale".
Di qui il sospetto che lafusionedeipronucleipotesse influenzare laregolazione genica. Utilizzando speciali tecniche di manipolazione cellulare, Kyogoku ha esaminato nei topi cosa accade a queste modifiche quando i pronuclei si fondono. E' emerso che le dimensioni sono essenziali per il corretto sviluppo dell'embrione. "Quando ilnucleorisultava troppo grande- sottolinea - sia per manipolazione genetica sia a causa della fusione prematura dei pronuclei materno e paterno, il grado dimarcatura chimica diminuiva".Nella procreazione assistita, infatti, è noto che gli embrioni in cui i pronuclei materno e paterno si fondono precocemente hanno una minore probabilità di svilupparsi fino al termine della gravidanza. Indagando su cosa mantenesse i pronuclei di piccole dimensioni i ricercatori hanno scoperto che è la competizione a regolare la crescita del nucleo. "In pratica la 'battaglia' all'interno della cellula - continua Kyogoku - contribuisce a mantenere una corretta formazione e a supportarne lo sviluppo".
Per mettere alla prova la teoria, il team ha introdotto temporaneamente neglizigoti con pronuclei fusi prematuramenteunpronucleo aggiuntivoperristabilire la competizione. "L'intervento - conclude l'esperto - ha limitato con successo le dimensioni del nucleo e ha parzialmente ripristinato i marcatori regolatori, nonché il potenziale di sviluppo".


