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Per il2026 sono previsticontratti per 3,5 miliardicon leindustrie impegnate nell'osservazione della Terra, a fronte delcontributo di oltre 3,5 miliardi per questo settore deciso nel novembre 2025 nella conferenza ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea. "E' lasfida che abbiamo davanti a fronte della fiducia e dei soldi che i Paesi membri ci hanno dato", ha detto la responsabile dell'Esa per l'Osservazione della Terra Simonetta Cheli, incontrando la stampa all'Esrin, il centro italiano dell'Esa che si trova a Frascati (Roma).
In questo stesso contesto si prepara anche la missioneSentinel 2 Next Generation, nell'ambito del programma Copernicus gestito da Esa e Commissione Europea. "E' una missione ancora più importante - ha rilevato - in un contesto in cui in America, ad esempio, si mette in questione se si farà il Landsat Next Generation".
Sempre guardando al 2026, ha acquisito una grande importanza anche ilprogramma Digital Twin , gestito completamente presso l'Esrin e nato come un piccolo programma dal budget di 40 milioni, ma cresciuto grazie alla "rilevanza strategica di avere dei modelli di previsione sull'evoluzione del pianeta".
C'è poi la nuova sfida dellasicurezza e delladifesa, nata da richieste di singoli Stati membri: "abbiamo cercato di aggregare queste richieste a supporto di sicurezza e difesa in un contesto di un programma europeo e ci siamo riusciti". Dall'Unione Europea è arrivata anche una richiesta relativa allagestione deicavi sottomarini tagliati, o relativa alla potenziale aggressione alle frontiere in Polonia o in Finlandia: "queste richieste politiche e programmatiche sono state trasformate in una proposta di programma", che al momento "abbiamo lasciato aperto per una seconda fase di sottoscrizione dopo la ministeriale. Quindi anche la difesa italiana o le difese europee interessate, tra febbraio e novembre del 2026 potranno contribuire fondi addizionali se lo considerano opportuno".
Dalloscioglimento dei ghiacci, compreso quello record delghiacciaio JakoshawninGroenlandia, allo stato di salute deicavi sottomarinicruciali per le comunicazioni, l'Esa sta intensificando la sua attività nell'Artico. "C'è una collaborazione scientifica forte nell'ambito della quale seguiamo l'evoluzione dei ghiacci. Per esempio, a causa dello scioglimento dei ghiacci emergono giacimenti petroliferi, che hanno rilevanza non solo scientifica£ e di conseguenza "c'è sempre più una rilevanza dell'Artico come regione geopolitica", ha detto Cheli.
"L'Esa lavora nell'Artico dapiù di 30 anniconcampagne condotte nell'ambito di unacollaborazione scientificaforte, che riguarda l'evoluzione dei ghiacci e dell'ambiente artico", ha proseguito Cheli. Lavalidazione dellevariabili climatiche fondamentali, come quelle relative aneve, a permafrost edevoluzione dei ghiacci, erano affidate ad attività basate inSiberia, ma "dopo la guerra in Ucrainaquesta zona di validazionenon è più attiva- ha detto - e abbiamo rinforzato la collaborazione sia scientifica che istituzionale con altri attori, comeCanada,Stati UnitieGiappone".
Accanto ai dati rilevati dai satelliti specializzati nell'osservazione dei ghiacci, comeCryosat eSentinel 1, da oltre 10 anni l'Esa è impegnata con laNasa in campagne dirilevamento aereoper monitorare l'evoluzione dell'Artico. In generale, ha osservato, "nell'Artico l'aspetto geopolitico sta avendo un'importanza sempre maggiore". Per esempio, "abbiamo avuto recentemente la necessità di studiare dei setup organizzativi" nellacentrale acquisizione datiche si trova in Norvegia, nelleisole Svalbard, "con sistemi robusti e ridondanti, in grado di garantire sicurezza e continuità in situazioni di emergenza".
L'Esa sta inoltre lavorando sull'usodeidati dei satelliti per l'osservazione della Terraa scopo disicurezza civile. Per esempio, si sta studiando "come le missioni satellitari possonorilevare tagli di cavi sottomarini, come è avvenuto in alcune situazioni che si sono verificate nella zona artica". L'obiettivo, ha rilevato, è "capire come si possono identificare situazioni di rischio o di crisi anche utilizzando i dati satellitari". Attività dimostrative in questo senso sono state condotte dall'Esa in ambito Nato e con l'Agenzia europea per la difesa (Eda) e con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (Emsa).
Esteso fino al 2028 l'accordodel governo italiano, con il ministero delle Imprese e il Made in Italy e l'Agenzia Spaziale Italiana, con l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per lagestione del programma Iride , la costellazione per l'osservazione della Terra finanziata nell'ambito del Pnrr. Inizialmente, ha detto Cheli, l'accordo avrebbe dovuto concludersi adicembre 2026, "ma abbiamo avuto l'estensione per due anni", ha aggiunto. Nel 2026 sono statilanciati iprimi 17dei68 satellitidella costellazione eper il 2027sonoinprogramma altri lanci, oltre alla preparazione dei segmenti di Terra: "è l'Italia - ha proseguito - che dovrà decidere il setup organizzativo su come operare questi satelliti e gestirli".
Nel frattempo sono arrivatericadute importanti, considerando che "tutte leaziende di tutte le regioni ne hanno beneficiato e hannoacquisito competenze", per esempio in un settore come leosservazioni nell'ottico. Tanto che "a livello europeo l'Italia ha più competenze, più aziende, più strumenti, più missioni".
Nel frattempo c'è un grande dibattito in corso relativamente alladata policy, ossia alle regole relative alla gestione dei dati. Questa dovrà essere decisa dall'Italia, che è la proprietaria della costellazione, anche se l'Esa sta dando il suo supporto, forte dell'esperienza nel settore dell'osservazione della Terra: "il nostro parere lo stiamo dando, ma formalmente la data policy sarà una data policy decisa dall'Italia", ha rilevato Cheli. Il dibattito in corso è fra un'impostazione solo commerciale o istituzionale.


