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La più grande culladipianeti mai osservata, vasta quasi645 miliardi di chilometri, ovvero40 volte ildiametro delnostro Sistema Solare, si sta rivelando anche una delle piùinusuali e turbolente, caratterizzata dalunghi e caotici filamentiche si estendono dal disco in manieraasimmetrica. Afotografarla ora nella luce visibile, con un livello di dettaglio senza precedenti, è stato iltelescopio spaziale Hubble, di Nasa e Agenzia Spaziale Europea: il risultato, pubblicato su The Astrophysical Journal da un gruppo guidato dal Centro di Astrofisica americano Harvard & Smithsonian, segna dunque un nuovo successo per Hubble e getta luce sui processi di formazione dei pianeti in ambienti estremi.
"Il livello di dettaglioche stiamo osservando èraro da trovare nelle immagini deidischi protoplanetari- commenta Kristina Monsch, prima autrice dello studio - e queste nuove immagini di Hubble mostrano che possono essere moltopiù attivi e caotici di quanto ci aspettassimo. Osserviamo il disco quasi di taglio - aggiunge Monsch - e i suoi strati esterni e le sue caratteristiche asimmetriche sono particolarmente sorprendenti".
Il disco protoplanetario, noto con lasigla IRAS 23077+6707, si trova a circa 1.000 anni luce dalla Terra ed è stato identificato per la prima volta nel 2016. I suoi scopritori lo hanno però soprannominato scherzosamente 'Chivito di Dracula', in onore alle loro origini transilvane e uruguaiane (il chivito è un sandwich tipico dell'Uruguay).
Le nuove immagini hanno catturato l'attenzione degli astronomi con l'altezza impressionante dellestrutture filamentoseche si estendono dal disco, ma anche con il fatto che questeappaiono solo su un lato, mentre l'altro sembra avere un bordo molto più netto. Inoltre, il disco ha materiale sufficiente per la formazione di un grande sistema planetario, con unamassa stimata tra 10 e 30 volte quella diGiove, e questo lo rende un soggetto eccezionale per studiare la nascita dei pianeti.


