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Lafronte bassa e inclinata, l'arco sopraccigliare massiccio e curvato all’indietro, leorbite oculari quasi rettangolari, glizigomi poco sporgentie laparte superiore del naso moderatamente rialzata: doveva apparire così ilvolto dei nostri lontani 'cugini'Denisoviani, secondo l'analisi di20 fossili rinvenuti inCina, a Xujiayao, e risalenti adalmeno 130.000 anni fa. L'identikit è pubblicato sulla rivista Nature dal gruppo di ricerca guidato da Qiaomei Fu presso l’Istituto di paleontologia dei vertebrati e paleoantropologia dell’Accademia cinese delle scienze a Pechino.
I fossili di Xujiayao furonoscoperti negli anni '70, insieme a resti animali e strumenti. All'epoca non era chiaro a quale tipo di essere umano appartenessero e vennero classificati come una specie denominata Homo juluensis.
Analizzando leproteine anticheestratte da alcuni di questi fossili, Qiaomei Fu e il suo team hanno identificato i resti come appartenenti aiDenisoviani. Hanno poi esaminato lamorfologia deiframmenti dicranio, dellemandibole e deidenti, scoprendo che laparte superiore e posteriore delcranio (inclusa la calotta cranica che racchiude il cervello) erabassa e larga, simile a quella dell'Homo erectus. I fossili di Xujiayao presentavano anche dellecaratteristiche in comunecon iNeanderthal, gliesseri umani modernie altre specie di ominidi successivi, come lasquama temporale(un osso piatto che si trova ai lati del cranio)arcuata. Sono state identificate anche caratteristiche uniche delle ossa dei Denisoviani, tra cui la forma appiattita e allungata del cranio e un osso a placca quasi verticale nella parte posteriore del cranio.
La paleontologa Qiaomei Fu afferma che questa comprensione delle caratteristiche comuni ai Denisoviani potrebbe essere utilizzata perclassificare altri fossiliche finora non sono risultati identificabili come tali. Bisogna però tener conto che l'identikit tracciato sulla base di un numero limitato di fossili potrebbe portare a sottostimare la diversità anatomica di queste popolazioni.


