Per la prima voltadopooltre 150 anni,letartarughe giganti tornanoin natura sull'isola di Floreana, alleGalápagos:158 esemplarisono statiliberatigrazie all'aiuto deisatelliti per l'osservazionedellaTerra,che hanno permesso diindividuarelearee dovegli animali potranno trovare cibo, acqua e habitat idonei allanidificazioneanche nei prossimi decenni. Lo racconta la Nasa sul suo sito.

Il rilascio delle tartarughe fa parte del più ampio Progetto diripristino ecologico di Floreana, chemira a rimuovere specie invasive (come ratti e gatti selvatici) e ariportare sull'isola 12 specie animali autoctone, con le tartarughe come elemento chiave per la ricostruzione dell'ecosistema. Sull'isola di Floreana, come in tutte le Galápagos, le tartarughe giganti hanno sempre contribuito a modellare il paesaggio brucando la vegetazione, aprendo percorsi attraverso la fitta vegetazione e trasportando semi attraverso le isole. La loroscomparsa,provocata ametà del XIX secolodallacacciae dall'introduzione di predatori come maiali e ratti, ha profondamenteincisosull'equilibrio dell'ecosistema

"È un'enorme novità riavere queste tartarughe su quest'isola. Charles Darwin è stato uno degli ultimi a vederle lì", afferma uno dei responsabili scientifici del progetto, James Gibbs dell'organizzazione non profit Galápagos Conservancy. Proprio Gibbs con altri ricercatori aveva scopertonel 2000delleinsolite tartarughe sul vulcano Wolf,nella parte settentrionale dell’isola di Isabela, la vetta più alta delle Galápagos. Circa un decennio dopo, ilDnaestratto dalle ossa delletartarughe estinte di Floreana(rinvenute nelle grotte dell’isola e nelle collezioni museali) ha confermato che gliesemplari trovati sulvulcano avevano unantico legame con Floreana, e così si è dato ilvia a un programma di riproduzione che da allora ha generato centinaia di esemplari destinati a essere reintrodotti sull’isola.

Il lororilascio in natura è statopianificato grazie a uno strumento decisionale che combina lemisurazioni satellitari dell'habitat e delle condizioni climatiche con milioni di osservazioni sul campo delle posizioni delle tartarughe in tutto l'arcipelago. I satelliti statunitensi Landsat e i Sentinel del programma Copernicus di Agenzia spaziale europea e Commissione Europea, per esempio, hanno permesso di monitorare le condizioni della vegetazione. La missione Global Precipitation Measurement di Usa e Giappone ha fornito dati sulle precipitazioni, mentre il satellite Terra della Nasa ha aiutato a stimare la temperatura della superficie terrestre.