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Giove è leggermente piùpiccoloepiattodiquanto stimatofinora: è circa 8 chilometri meno largo all'equatore e 24 chilometri più schiacciato ai poli. E' quanto emerge dai dati dellasonda spaziale Junodella Nasa, elaborati dai ricercatori del Weizmann Institute of Science che hanno guidato un team internazionale proveniente da Italia, Stati Uniti, Francia e Svizzera. Lo studio è pubblicato sulla rivista Nature Astronomy.
Lanciata nel 2011 e in orbita attorno a Giove dal 2016, Juno ha raccolto e continua a raccogliere dati del pianeta gassoso gigante e delle sue lune. La Nasa ha esteso la missione nel 2021. Il nuovo percorso ha permesso dipassare dietro Giove dal punto di vista terrestre, cosa che la sua orbita precedente non aveva mai fatto. "Quando la sonda è passata dietro il pianeta - afferma Scott J. Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio, Texas - ha offerto l'opportunità dinuovi obiettivi scientifici. Il suosegnale radioè stato bloccato e deviato dall'atmosfera di Giove. Questo ha consentito unanuova misurazione più accurata delle dimensioni di Giove".
La forma del pianeta era stata ricavata, infatti, da sei misure eseguite quasi cinquant'anni fa dalle missioni Voyager e Pioneer della Nasa. "Quelle missioni - sottolinea Eli Galanti, scienziato senior che ha guidato la ricerca - hanno fornito le basi, ma ora abbiamo 26 nuove misurazioni effettuate dalla sonda Juno".
In base a comei segnali radiosi sonopiegati mentre attraversano l'atmosfera di Giove, sono statedisegnate nuove mappe dettagliate della temperatura e della densitàdel pianeta gigante, producendo un l'immagine più chiaradelle suedimensioni e dellaforma. I ricercatori hanno inoltre osservato che spostando di poco il raggio, i modelli dell'interno di Giove si adattano molto meglio sia ai dati gravitazionali che alle misurazioni atmosferiche.
"Questo studio - aggiunge Yohai Kaspi del Dipartimento di Scienze della Terra e dei Pianeti del Weizmann - ha anche implicazioni più ampie per lacomprensione della struttura dei pianeti gassosi in generale, poiché Giove funge da riferimento standard per lo studio dei giganti gassosi all'interno del sistema solare e oltre".
Le misurazioni precedenti, inoltre, non tenevano conto deipotenti venti di Giove. Includendoli nei calcoli, il team ha chiarito discrepanze di vecchia data nelle misurazioni precedenti. "Questa ricerca - conclude Kaspi -ci aiuta a capire come si formano ed evolvono i pianeti. Giove è stato probabilmente il primo pianeta a formarsi nel Sistema Solare e, studiando ciò che accade al suo interno, ci avviciniamo alla comprensione di come il sistema solare e pianeti come il nostro si siano formati".


