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La predilezione deicoccodrilli per iclimi caldili ha aiutati asopravvivere all'asteroideche ha causato l'estinzionedeidinosauri. Lo dimostra lo studio dioltre 7.000 fossilie reperti dioltre 400 specie, sia viventi che estinte, confrontati con ricostruzioni computerizzate delclima e dellageografia terrestre negliultimi 245 milioni di anni. I risultati, utili anche aproteggere le specie odierne dal riscaldamento globale, sono pubblicati sulla rivista Science Advances dai ricercatori dello University College di Londra guidati dal paleontologo italiano Alessandro Chiarenza.
Il team ha scoperto che icoccodrilli e i loro 'parenti', anziché adattarsi a nuovi climi,hanno seguito i climi caldiovunque si spostassero, espandendosifino all'Antartidenei periodi caldi e ritirandosiverso i tropiciin quelli più freddi. I ricercatori hanno anchesimulato come ilclima avrebbe potuto cambiare in seguito all'impatto dell'asteroideche66 milioni di anni fa ha generato il cratere Chicxulub e hanno concluso che, tranne che negli scenari più estremi, le regioni calde vicino all'equatore e nelle zone subtropicali sono rimaste adatte ai coccodrilli e ai loro 'parenti'.
"L'asteroide non ha reso l'intero pianeta ugualmente ostile a tutti i gruppi", spiega Chiarenza. "La predilezione di lunga data dei coccodrilli per gli ambienti caldi potrebbe aver posizionato i sopravvissuti proprio dove i climi adatti si sono mantenuti più a lungo, come intorno all'equatore.Questi rifugi potrebbero aver ospitato popolazioni che in seguito si sono riprese e si sono diffuse".
"Icoccodrilli sono spesso definiti fossili viventi, ma i loro antenati e parentisono cambiati enormementenel corso della loro storia, spaziando da giganti delle dimensioni di un autobus che avrebbero potuto divorare un T. rex, a piccoli e graziosi animali con il muso di un carlino", aggiunge il paleontologo italiano. "Il nostro studio dimostra che, nonostante tutta questa diversità,ciò che è rimasto sorprendentemente costanteè statoil lororapporto con il clima".
I ricercatori sottolineano però che il clima da solo non basta a spiegare la sopravvivenza dei coccodrilli. Probabilmente hanno contribuito anchealtri fattori, come ledimensioni corporee ridotte, lostile di vita semi-acquatico, ladieta flessibilee ilbasso fabbisogno energeticodegli animali a sangue freddo.
"Questi risultati hannoimplicazioni per le specie odierne", osserva Philip Mannion, del Dipartidento di Scienze della Terra dell'University College di Londra. "Se i coccodrilli hanno affrontato i cambiamenti climatici passati principalmente spostandosi verso habitat adatti, le specie odierne avrannobisogno di spaziopermuoversi con il riscaldamento del Pianeta, e la perdita di aree idonee a causa di strade, fattorie e città, sta rendendo questo compito più difficile".


