DalPo alNilo, dalGange alRio delle Amazzoni: idelta di40 grandi fiuminel mondo stannosprofondando, conabbassamenti del terrenoche vannoda meno di un millimetro a più di un centimetro l'anno. Questo fenomeno disubsidenza ècausato principalmente dall'estrazione dell'acqua dal sottosuolo e sta esponendo oltre236 milioni di personea un maggiorrischio di inondazioni. Lo dimostra l'analisi dei dati radar satellitari pubblicata  sulla rivista Nature dall'Università della California a Irvine in collaborazione con l'Università dell'East Anglia.

"Il nostro studio fornisce le primeosservazioni adalta risoluzionedellasubsidenza su tutto il delta in 40 importanti sistemi fluviali, rivelando non solodove il terreno si sta abbassando, ma quantificandone anche l'entità", afferma il primo autore dello studio Leonard Ohenhen dell'Università della California.

"La prevalenza della subsidenza sull'innalzamento del livello del mare è sorprendente:in ogni deltache abbiamomonitorato, almenouna partestaaffondando più velocementedell'innalzamentodellasuperficie del mare", aggiunge Robert Nicholls dell'Università dell'East Anglia. "In molti delta densamente popolati, come il Mekong, il Chao Phraya e il Nilo, vaste aree stanno affondando più velocemente degli attuali tassi di innalzamento del livello del mare, minacciando milioni di persone".

Per quanto riguarda nello specifico il fiumePo, i dati satellitari dimostrano che ètra i grandi sistemi fluvialipiù colpiti dalla subsidenza(comeMississippi,Nilo eGange-Brahmaputra):oltre il 90%dell’area del delta è interessata dasubsidenza, e il 74% sta sprofondandoa unritmo superiorea 5 millimetri l'anno. Inoltre, il Po rientratra i 13 deltain cui iltasso medio di subsidenza supera l’attuale innalzamento globale del livello del mare, stimato in circa 4 millimetri l'anno.

"Questi risultati offrono alle comunità dei delta un quadro più chiaro di ciò che sta alimentando ilrischio persistente di inondazionie la vulnerabilità complessiva, e questa chiarezza è fondamentale", commenta Ohenhen. "Se il suolo sprofonda più rapidamente di quanto il mare stia salendo, allora gli investimenti nella gestione delle acque sotterranee, nel ripristino dei sedimenti e in infrastrutture resilienti diventano i modi più immediati ed efficaci per ridurre l’esposizione".