Idetriti spaziali che orbitanoattornoallaTerra perdono quota più velocementequando l'attivitàdelSoleè prossima al picco: lo dimostra lo studio delle traiettorie percorse da17 oggettispaziali,monitoratiin orbita terrestre bassa per oltre30 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Frontiers in Astronomy and Space Sciences dal Vikram Sarabhai Space Centre in India, aiuteranno apianificare meglio le traiettoriedei satelliti perevitare collisionicon i detriti.

IlSoleha unciclodi circa11 anni, caratterizzato da fasi di maggiore e minore attività (correlate al numero di macchie solari) che comportanovariazioni nell’intensitàcon cui emetteradiazioni ultravioletteeparticelle cariche. Quando questoflussoraggiunge ilpicco,leemissionisolaririscaldanoe fanno espandere verso l’alto la termosfera terrestre (situata tra circa 100 e 1.000 chilometri di altitudine, con temperature comprese tra 500 e 2.500 gradi). Questo, a sua volta,aumentaladensità atmosferica attornoaicorpiinorbita(tra 350 e 36.000 chilometri) eincrementalaresistenza, rallentandolie facendolicaderepiùrapidamente. 

Per comprendere meglio questo fenomeno, i ricercatori hannoseguito le traiettorie di 17 detriti spaziali in orbita bassa per un periodo di 36 anni a partire dagli anni Sessanta, durante il22esimo, 23esimo e il 24esimo ciclo solare. Le traiettorie sono state poi messe in relazione con i dati del Centro tedesco di ricerca per le geoscienze di Potsdam relativi al numero dimacchie solari e allevariazioni giornalieredelleemissioni radio e nell’ultravioletto estremo (EUV) del Sole.

I risultati dimostrano che, quandoilnumero dimacchie solari supera i due terzi del valore massimo, idetriti spaziali attraversano una sorta di'soglia di transizione', oltre la quale iniziano a perdere quota molto più rapidamente.

"Questa soglia non sembra essere legata a un valore fisso della radiazione solare, ma piuttosto a quanto il Sole sia vicino al picco della sua attività", spiega la ricercatrice Ayisha Ashruf. "Intorno a questo punto, ilSoleproduce unaradiazione EUV più intensa,probabilmente dovuta a processi solari che si rafforzano in prossimità del massimo".

Quando l’attività solare supera certi livelli, dunque, "i satelliti (proprio come i detriti spaziali) perdono quota più rapidamente, rendendonecessarie piùcorrezioni dell’orbita", aggiunge l'esperta. "Questoinfluiscedirettamente sulladurata operativa dei satelliti e sulla quantità dicarburante richiesta, soprattutto per le missioni lanciate in prossimità del massimo solare".