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Servononuove regolepergovernare glisviluppi dell'intelligenza artificiale, perché l'automazione incontrollatarischia di stravolgere il modo in cui si fa matematica e i valori stessi su cui si fonda la disciplina. E' questo il messaggio chiave contenuto nella 'Dichiarazione di Leida sull'intelligenza artificiale e la matematica', pubblicata da16 ricercatoridi15 universitàeuropee e statunitensi, e supportata dall'Unione matematica internazionale (Imu).
Il documento è nato da unaconferenza che si è svolta nel settembre 2025 presso il Lorentz Center dell'Università di Leida, nei Paesi Bassi, dove si sono riuniticirca 60 ricercatori da 10 Paesi, tra cui matematici, informatici, filosofi e sociologi. Nei sei mesi successivi, un gruppo di lavoro più ristretto ha elaborato la dichiarazione, raccogliendo numerosi feedback dalla comunità matematica internazionale.
La Dichiarazione di Leidanon chiede di bandire l'IA dalla matematica, masollecita norme chiare per il suo utilizzo. Nello specifico, vengono individuatecinque potenziali minacceche l'IA pone nel campo della matematica: la produzione diargomentazioni plausibili ma inaffidabilioerrate; lamancanza di unacorretta attribuzione dei contenutie laviolazione del diritto d'autore; il rischio che iricercatori diventinodipendenti datecnologie semprepiù sofisticate e costoseper produrre risultati competitivi; la comunicazione senza filtri dei risultati che porta asovrastimare le capacità dell'IAe asottovalutare il contributo umano; laperdita dell'autonomia della ricerca matematicarispetto alle priorità dettate dalle aziende e dai loro interessi commerciali. Gli autori sollevano anchepreoccupazioni etichesull'utilizzo del lavoro dei matematici per addestrare sistemi di IA a fini militari e di sorveglianza.
La Dichiarazione di Leida rivolge una serie diraccomandazioni alla comunità deimatematici, chiedendo didichiarare in modo trasparentel'eventuale utilizzo di strumenti di IA e dimantenere sempre lapiena responsabilitàdella correttezza dei risultati prodotti. Il documento sottolinea inoltre chemerito, paternità scientifica e responsabilità restano prerogative degli esseri umanie non possono essere attribuiti a sistemi automatizzati. Ai decisori politici viene invece chiesto di sviluppare un quadro normativo adeguato e di investire in infrastrutture computazionali pubbliche.
Peter Scholze, direttore dell'Istituto Max Planck per la matematica e vincitore della medaglia Fields nel 2018, afferma che il documento è "una dichiarazione meravigliosa, che arriva al momento giusto. L'obiettivodellaricerca matematicaè lacomprensione umana della matematica, quindi la matematica può prosperare solo in una comunità di ricercatori umani. È fondamentale preservare questo spirito comunitario”.


