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Dopo l'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa), anche isatelliti europeidel programma Copernicus confermano ilprogressivo risvegliodel fenomeno di El Niño nell’oceano Pacifico, segnalando un netto aumento delle temperature superficiali del mare nei primi giorni di giugno. Lo rende noto l'Agenzia spaziale europea, che gestisce il programma insieme alla Commissione europea.
Un'animazione video evidenzia iprimi segnali di questo fenomeno climaticoin via di sviluppo, mostrando leanomalie dellatemperatura superficialedelmare nellaprima settimana di giugnorispetto alla media del periodo 1991-2020 per lo stesso periodo.
"Usiamo le anomalie (cioè la differenza tra le condizioni attuali e la media a lungo termine) perché El Nino spesso inizia come una sottile deviazione da ciò che è considerato normale, e questicambiamenti inizialisonopiù facili da individuarese confrontati con un modello di riferimento", osserva Craig Donlon dell'Esa. "
Anche se le differenze di temperatura possono sembrare piccole, l’oceano immagazzina escambia quantità enormi di calore, quindianche un lieve riscaldamentopuò indicarecambiamenti molto significativinel flusso di energia tra oceano e atmosfera". Questocalore in eccessopuòintensificare lecorrenti ascensionalie leprecipitazioni sul Pacifico tropicale ealterare la circolazione atmosfericaben oltre i Tropici. In alcuni casi, questi cambiamenti possono generare onde atmosferiche su larga scala che si propagano verso latitudini più elevate e verso l'alto nella stratosfera (il secondo strato dell'atmosfera terrestre per altitudine).
Queste condizioni vengono monitorate utilizzandosatelliti,palloni sondaemodelli computerizzati. Nello specifico, le misurazioni effettuate dai satelliti Sentinel-3 e Sentinel-6, del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, sono fondamentali per monitorare i cambiamenti della temperatura della superficie del mare e le conseguenti variazioni del livello del mare.


