Osservataintempo realedaisatellitilaformazionee l'evoluzionedelciclone del Mediterraneo 'Jolina', che fra il 14 e il 19 marzohacolpitolecoste di Sicilia e Calabria. I venti e le piogge intensi hanno causato chiusure delle scuole, cancellazioni di voli all'aeroporto di Catania e danni ad alcuni edifici. Il medicane e si è poispostato sulla Libia, dove le piogge torrenziali hanno provocato allagamenti nelle aree urbane e la morte di un uomo. 

 

 

A raccogliere dati preziosi sul medicane sono stati, in particolare, alcunisatelliti di seconda e terza generazionedellacostellazione Meteosatgestita daEumetsat,l'organizzazione europea per i satelliti meteo, oltre aSentinel-1 di Copernicus, il programma per l'Osservazione della Terra di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea. Jolina è stato, per questi sistemi, un caso di studio molto importante che ha permesso diampliareleconoscenzesu questifenomenipiuttostorari nel Mediterraneoe di migliorarele capacità diprevisione.

 

 

 

"La grande quantità di dati a nostra disposizione grazie a queste missioni è preziosa per classificare i medicane come questo", afferma Giulia Panegrossi dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La ricercatrice è co-autrice di uno studio sui cicloni mediterranei pubblicato a recentemente sul Bulletin of the American Meteorological Society e che ha introdotto una definizione chiara basata sucaratteristiche osservabili dai satelliti per poterclassificareimedicane. 

"Cosa importante, stiamo usando questi dati percapire perché questo evento meteorologico si èevoluto in un medicane. Essere in grado di individuare ecaratterizzare i sistemi ciclonici nelMediterraneo- prosegue Panegrossi - nonché ditracciarelaposizionedelcentro della tempestain tempo quasi reale, non è solo rilevante per migliorarne il monitoraggio, ma significa ancheridurre il rischio, migliorare la ricerca scientifica e preparare le società di una regione che tradizionalmente non è attrezzata per eventi di tale portata".