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La più grande casa editrice scientificaa livello internazionale,Elsevier, si èunitaallaclass action contro Meta e il suo amministratore delegato, Mark Zuckerberg, accusati di aver utilizzatoarticoli scientificie altre opere protette da copyrightperaddestrareil modello diIntelligenza Artificiale Llama,che è un modello linguistico di grandi dimensioni come Chat-Gpt. La notizia è stata riportata sul suo sito dalla rivista Nature, che sottolinea come tra iquerelanti figurino anche altricolossidell'editoria, tra cuiHachette eMacmillan, oltre al notoscrittore statunitenseScott Turow.
Gliaccusatorisostengono cheMetahausufruitodei dati raccolti da Common Crawl,un'organizzazionechescansionaperiodicamentemiliardi di pagine webcreando unimmenso archivio di dati. Tale archivio include probabilmente anchecopie non autorizzate diopere protettedadiritto d'autore. Gli editori sostengono inoltre che Meta abbia scaricato e condiviso opere protette provenienti da siti come LibGen, una vasta biblioteca digitale di libri, articoli scientifici e manuali accademici, e Sci-Hub, un archivio pirata che offre accesso a milioni di articoli scientifici.
Metasidifendesostenendo chel'addestramentosudocumenti protetti da copyright costituisce un 'uso lecito', cioè un'eccezione al diritto d'autoreprevista dalla legge statunitense. "L'IA sta alimentando innovazioni rivoluzionarie - ha detto un portavoce - e i tribunali hanno giustamente stabilito che addestrarla su materiale protetto da copyright può essere considerato un uso lecito".
Finora,itribunali statunitensihanno infatti perlopiù dato ragione alle aziende di IAsu questo argomento. Tuttavia, indue sentenze storiche del 2025, i giudici hanno affermato che si potrebberosollevare obiezioni all'uso lecito se i detentori dei diritti d'autore riuscissero a dimostrare che le vendite dei loro prodotti sono state danneggiate.


