È statoindividuatoper laprima volta quello che viene considerato il 'respiro' del Sistema Solare, fatto diraggi Xche vengonogeneratiquando il vento solare siscontracon altriatomi.Un gruppo internazionale di ricercatori, nato da una collaborazione tra l’Istituto Max Planck per la Fisica Extraterrestre (Mpe) di Garching, in Germania, e l'Istituto Nazionale di Astrofisica di Brera, è riuscito a isolarlo edistinguerlo da segnali simili che provengono dallospazio profondo. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, permette di trasformare il respiro del Sistema Solare da semplice segnale di disturbo per le osservazioni astronomiche a potente strumento per studiare il vento solaree l'ambiente nel quale è immersa la Terra.

Ilbagliore a raggi X che pervade il Sistema Solaresi genera quando gli ionipesanti contenuti nelventoprodotto dalla nostra stella, come carbonio e ossigeno,catturano elettronidaatomi presentinellapartepiùesternadell'atmosfera terrestree in tutto il Sistema Solare. Questo fenomeno è noto come 'scambio di carica del vento solare'.

Per riuscire a identificare e isolare il segnale, i ricercatori guidati da Konrad Dennerl del Max Planck hanno sfruttato idatiraccolti daeRosita, iltelescopio spazialecostruito dall'Mpe e operativo dal 2019. Grazie alla sua posizione privilegiata a1,5 milioni di chilometri dalla Terra, eRosita ha potutomappareilcielocon grande precisionequattro volte tra il 2019 e il 2021, ottenendo lamappa più nitida mai realizzata per i raggi Xcosiddetti 'morbidi', quelli a bassa energia. I dati rivelano che questa emissione segue il ciclo solare

“Con questo lavoro - afferma Gabriele Ponti di Mpe e Inaf, co-autore dello studio - quello che prima era unostacolo diventaunpotente strumento diagnosticoperl’eliofisica, permettendo di studiare i componenti del vento solare e la sua interazione con il mezzo interstellare".