Il sonno è antichissimoe aiuta a proteggere il Dna dei neuroni: lo indicano le meduse, che passano circa un terzodella loro vita dormendo, proprio come gli esseri umani.Riposano la notte e spesso schiacciano anche unpisolino amezzogiorno, probabilmente perfavorire lariparazione delDna dei loro neuroni.Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università Bar-Ilan (Israele) grazie a uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, che suggerisce come l'origine delsonno siaantichissima, dal momento che inostri antenati e quelli delle medusehannoseparato le lorostrade evolutive circaun miliardo di anni fa.

Dormire significa esseremeno consapevoli di quanto accade nell'ambientecircostante ed esserepiù vulnerabili agli attacchi deipredatori: il fatto che questocomportamento siaconservato in tutti gli animalidotati disistema nervoso, dal più semplice al più complesso, suggerisce che questi rischi sono probabilmentecompensati da dei benefici. 

Per capire quali fossero, i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti sullamedusa Cassiopea andromeda e sull'anemone di mare Nematostellavectensis. Entrambi gli animali acquatici (appartenenti al gruppo degli cnidari) dormono in media per un terzo del giorno: le meduse lo fanno soprattutto di notte, mentre gli anemoni preferiscono riposare durante le ore diurne. Quando vengonoprivati del sonno, mostrano subito un aumento deidanni al Dna neuronale, siain laboratorioche in natura. Quando invece vengonoesposti a fattori ambientali che danneggiano il Dna, come leradiazioni ultraviolette,tendono a dormire di più. Inoltre, se vengonotrattaticon l'ormone del sonno (lamelatonina), glicnidari dormono di piùe riescono ariparare meglio i danni al Dna.

Sulla base di questi risultati, i ricercatori ipotizzano che il sonno potrebbe essersi evoluto come un modo per proteggere le cellule dai danni e che gli cnidari utilizzino un sistema a base di melatonina come il nostro per sincronizzare i loro cicli del sonno con quelli della luce del giorno.