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Nonostante sia ampiamente promosso come un modo sostenibile per ammirare le barriere coralline, ilturismo subacqueo è in realtànemicodi questifragili ecosistemi marini: si stima che, in media, i sub causino undanno ogni 4 minuti, anche se per la maggior partesi tratta di contatti involontari. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Conservation Letters e guidato dall'Università statunitense di Princeton, che ha analizzato ilcomportamentodi oltre700 sub indiverse località turistiche delle Filippine e dell'Indonesia. I ricercatori indicano alcunecontromisureche aiuterebbero a ridurre il problema, tra cui unaddestramento più accurato,controllipiùseverisulleattrezzatureutilizzate estandardpiù elevati per la certificazione deglioperatori.
"Il turismo è fondamentale per molte economie costiere - afferma Bing Lin, che ha guidato lo studio - ma senza cambiamenti nel comportamento dei sub, nella formazione e negli standard del settore, rischia dicomprometteregli stessiecosistemida cui dipende. Innanzitutto, è fondamentale che i sub comprendano di essere parte del problema, prima di poterli convincere a diventare parte della soluzione".
Esaminando i dati raccolti in oltre300 ore di osservazioni subacquee,i ricercatori hanno registrato quasi 5mila contatti tra sub e coralli. Circa il 41% di questi haprovocato danni visibili,come larotturadeicoralli o ilsollevamento di sedimenti che possonosoffocarli.La maggior partedei sub intervistati si sono però rivelati del tuttoinconsapevolidel problema:circa tre quarti si ritengono al disopradellamedianellacapacità di evitareilcontattocon labarriera corallina,e i piùinespertispessosovrastimanole proprieabilità.
Questa eccessiva sicurezza si traduce in unnotevole divario tra percezione e realtà:i sub hanno sistematicamentesottostimato di quasi 5 volte la frequenza con la quale sono entrati incontattocon i coralli. A favorire i comportamenti dannosi sono l'uso difotocameresubacquee eguantie gliincontricon altri animali marini: questi ultimiaumentano del 220% i contatti volontari, dell'85% quelli involontari e del 106% i danni.


