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UnMediterraneo eccezionalmente caldo, con anomalie termiche che interessano anche gli stratisotto la superficie, rendepiù energeticoilcontesto di partenza dell'autunno 2026, chesi preannuncia più caldo della mediama ancoraincerto sul fronte delle precipitazioni. E' il quadro tracciato dal Consorzio Lamma-Cnr.
Nell'area mediterranea, quello del2026 è stato illuglio più caldo dal 1993, con unatemperatura marina superficialemedia dicirca 27°C. "Considerando un punto campione al largo della costa toscana, i dati indicano per questo mese una media di 27.7°C, con un'anomalia di +3.9°C rispetto a quella del 1991-2020, il valore più alto fra i 45 luglio della serie 1982-2026", riferisce il Lamma-Cnr. Il calore non riguarda soltanto la superficie del mare: una prima elaborazione per il Mar Ligure mostra, rispetto al luglio 1993-2016, un'anomalia media di circa +1.7°C nello strato compreso tra 0 e 70 metri, ancora vicina a +0.8°C a 70 metri.
L'anomalia termica marina, combinata con letemperature atmosferiche eccezionalmente elevate, può aumentare il potenziale degli episodi meteorologici intensi, ma non è sufficiente per fare previsioni. L'aggiornamento Copernicus Climate Change Service relativo a settembre-novembre 2026 mostra unsegnale nettoversotemperature atmosferiche stagionali elevatesu gran parte dell'Europa (Italia compresa), conprecipitazioni piùprobabili neisettori meridionali e occidentali. "Ma non è possibile effettuare una previsione affidabile di autunno piovoso, né dire che avremo tre mesi continuamente caldi", afferma Francesco Meneguzzo, commissario del Consorzio Lamma-Cnr.
El Nino è in rapido rafforzamento, ma le connessioni con l'Europa sono indirette, intermittenti e dipendono anche da altri elementi e dalla stessa variabilità interna dell'atmosfera. Non consentono quindi di attribuire automaticamente a El Nino il caldo previsto sull'Europa né di dedurne piogge estreme o alluvioni in Italia.


