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Allarme rosso per la scienza negli Stati Uniti: dopo inumerosi taglia istituzioni di primo piano, come laNational Science Foundatione laNasa, ad accendere le preoccupazioni sono ora lenuove regole sul finanziamento della ricercaemanate dall'amministrazione Trump, che sposteranno ilcontrollo dei finanziamentiafunzionari di nomina politica. E' una scelta chepreoccupa il mondo della ricerca: "è il momento di agire",scrive in un editorialeil direttore di Science, una delle riviste scientifiche più importanti del mondo, e aggiunge: "tutti ai posti di combattimento".
Alcentro delle preoccupazioniè laproposta pubblicata a fine maggio dall'Ufficio di gestione e bilancio della Casa Bianca (Omb), nella quale sirivedono le regoleper ifinanziamenti al mondo della ricerca con l'obiettivo di "migliorare la trasparenza, la responsabilità e la supervisione" dei fondi federali. Regole che hanno sollevato molte critiche da parte della comunità scientifica, tanto chela rivista Nature osservache in pochi giornierano già arrivatipiù di 3.500 commenti, in gran parte critici. Per la Società americana di Biologia cellulare è un'enorme minaccia per la scienza americana".
Storicamente, i finanziamenti per la ricerca negli Usa sono stati gestiti da commissioni paritarie, ossia funzionari pubblici, la maggior parte dei quali scienziati, ma giànel 2025unordine esecutivo firmato da Trumpaveva incaricato le agenzie federali diaffidare a funzionari di nomina politica lasupervisione delle sovvenzioniper garantire che queste "promuovano le priorità politiche del Presidente". Scelte che, accompagnate da variannunci di tagli a varie agenzie tra cui la Nasa, avevano portato a molteproteste da parte della comunità scientificae all'accusa, lanciata dagli scienziati al foverno federale, di voler distruggere l'indipendenza della ricerca scientifica.
Lanuova propostascende nel dettaglio di questi poteri, determinando che i funzionari di nomina politica dovranno condurre "revisioni preliminari" di tutte le sovvenzioni e ogni proposta potrà essere vagliata per verificarne la coerenza con le priorità dell'agenzia e con "l'interesse nazionale".
Per il direttore di Science Holden Thorp, "questa propostaamplierebbe drasticamente il potere dei funzionarinominati politicamente discavalcare le valutazioni degli esperti basate su considerazioni scientifiche".
Inoltre, le agenziepotrebbero interrompere le sovvenzioni pluriennali già in essere senza giustificazioni, se non l'uso di criteri vaghi perché non connessi a quella che le nuove linee definiscono "scienza di riferimento".
Ilrischio è che che si creinodifficoltà alle collaborazioni internazionali, per esempio con la Cina. "È il momento di agire", ha aggiunto Thorp. "Lacomunità scientificadeveinondare l'Omb di rispostedurante il periodo di consultazione pubblica, apertofino al 13 luglioe - aggiunge - università e associazioni devono parlare come un fronte unito per mobilitare il Congresso ed essere pronte a intentare cause legali una volta che i regolamenti saranno definitivi". Per Thorp "il semaforo rosso lampeggia: tutti ai posti di combattimento".


