È completamenteoscuro, vale a dire non emettenessun tipo di luce, e possiede una densità estremamente insolita, molto elevata al centro e man mano più debole verso l'esterno. Sono queste le poche informazioni disponibili al momento su unoggetto cosmicomisterioso intravisto a 6,5 miliardi di anni luce di distanza, la cui presenza è stata tradita soltanto da una piccolissimaperturbazione gravitazionale, e che è ora oggetto di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Astronomy.

Lo studio è guidato dall'italiana Simona Vegetti del tedesco Max Planck Institute per l'astrofisica di Garching, e vi hanno preso parte anche altri ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna. L'invisibilità dell'oggetto ha resocomplicatissimo ricostruirne la densità: "È stato estremamente impegnativo e incredibilmente emozionante", commenta Vegetti. "E proprio quando pensavo che avessimo capito tutto,le sue proprietàci hanno riservatoun’altra sorpresa. È proprio questacombinazione di difficoltà e mistero- dice la ricercatrice - che rende questo oggetto cosìaffascinante".

I ricercatori hanno infatti scoperto chenon è uniforme: "La parte centrale interna - aggiunge Vegetti - è coerente con un buco nero o unnucleo stellare denso. Man mano che ci allontaniamo dal centro, tuttavia, la densità dell’oggetto si appiattiscein un ampio componente simile a un disco. Si tratta di una struttura che non abbiamo mai visto prima, quindi potrebbe trattarsi di una nuova classe di oggetti oscuri".

Uncontributo decisivoper svelare l'identità dell'oggetto misterioso, secondo gli autori dello studio, potrebbe arrivare dal telescopiospaziale JamesWebb, di Nasa, Agenzia Spaziale Europea e quella Canadese: se anche questo potente strumento non dovesse rilevare luce, ciò potrebbe mettere in discussione gli attuali modelli per la materia oscura.