Lamusica accende l'immaginazioneal pari deiracconti orali: lo dimostra lamappa dellearee cerebrali attivate durante l'ascolto, pubblicata sulla rivista Nature Communications da un gruppo di psicologi e neuroscienziati dell'Università di Princeton.
I ricercatori hanno utilizzato larisonanza magnetica funzionaleper studiare l'attività del cervellodi un gruppo di volontari durante l'ascoltodi10 brani strumentali sconosciutie10 storie orali identiche, in due sessioni diverse. Dopo ogni brano musicale o parlato, i partecipanti hannodescritto ciò che avevanoimmaginato durante l'ascolto.

Le scansioni hanno mostrato che icircuiti cerebralicoinvolti nell'immaginazionee nellacostruzione del significatosi attivavano in modo similesia con la musica che con il parlato, e che i diversi ascoltatori riportavanoassociazioni comunicon glistessi brani musicali. Inoltre brani di parlato e musica corrispondenti, che innescavano la stessa storia immaginata, evocavano ancheschemi similinellestesse regioni del cervello. Ciò includeva non solo leregioni uditive, che elaborano i suoni del parlato e della musica, ma anche larete neurale di livello superiorecheinterconnette leregioni deputate all'immaginazione, allamemoria e all'attribuzione di significato.

Secondo gli autori della ricerca, questi risultati suggeriscono che lamusica non debba essere considerata soltanto come uno stimolo astratto: durante l'ascolto, il cervello può impegnarsi in unprocesso concretodicostruzione di significatie discenari immaginati.
Lo studio potrebbe inoltrecontribuire acomprendere meglio imeccanismi cerebralialla base delpensiero spontaneoe delvagare della mente. In futuro, la ricerca potrebbe suggerireapplicazioni clinichenel trattamento di casi didepressione oansia in cui i pazienti si fissano su un particolare schema di pensiero.