E' la precarietà economica e lavorativaadalimentareipopulismiinEuropa,sebbene spesso si punti il dito contro l'immigrazione. Lo dimostra un'analisi condotta dal team di Lorenza Antonucci, sociologa italiana all'Università di Cambridge, che ha esaminato i dati relativi a oltre75.000 persone in dieci Paesi (Italia inclusa)tra il2015 e il 2018, periodo in cui l'ondata populista ha travolto il vecchio Continente, dalla Brexit nel Regno Unito all'ingresso dell'AfD nel Bundestag.

I risultati, pubblicati nel libro 'Insecurity Politics', dimostrano che le preoccupazioni economiche e lo scontento per le condizioni di lavoro sono alla base dell'atteggiamento anti-élite e del voto per i partiti populisti, sia di destra che di sinistra. Per esempio, nel2018un punteggio superiore alla media per quanto riguarda lepreoccupazioni finanziarie aumentavaleprobabilitàdivotareper ipopulisti del 17-20% in Germania, Francia e Svezia. Nello stesso anno, il legame tra preoccupazioni economiche e votohaincrementatoilsostegnoai populisti del4-10% in Italia, Spagna e Paesi Bassi. La ricerca mostra inoltre che una generale disillusione sullaqualitàdellavoroera collegata al voto per i populistinella maggior parte delle grandi nazioni europee, con unincrementofino al12%.

Il fenomeno interessa in maniera diversa i due sessi. Per gliuomini,svolgere unlavoro sotto pressione, conritmi serratiescadenzeravvicinate,aumentalaprobabilità di votareper partiti diestrema destra dal 14% al 18%. Quelli che si sentono sottopagati, privi di prospettivedi carriera e con scarso riconoscimento hanno una probabilità ancora maggiore di votare per l'estrema destra, con una percentuale che passa dal 12% a quasi il 20%. Per ledonne, invece,contano più le difficoltà economiche delle condizioni di lavoro: la probabilità di votare per partiti populisti, infatti, è aumentata dal18% al 25%per le donne che hanno dichiarato di avere difficoltà a vivere con il proprio reddito.

"I principali partiti europei - commenta Antonucci - hanno abbandonato gran parte del terreno politico tradizionale in materia di sicurezza, famiglia e reti di protezione sociale, concentrandosi invece sul miglioramento della competitività attraverso la deregolamentazione, la flessibilità nelle assunzioni e nei licenziamenti e l'offerta di sussidi più mirati. Questo ha reso le nostre società più competitive economicamente,mameno sicure socialmente.Ipartiti populisti hanno sfruttato questo vuoto, offrendo risposte semplicistiche all'insicurezza. L'ostilità verso i migranti trova terreno fertile perché lepreoccupazioni economichee l'ansia da status sociale sono diffuse e i sentimenti anti-immigrazione rappresentano un modo semplice per incanalare le frustrazioni che le persone provano riguardo alla propria vita".