Ha13 miliardi di anni,è estremamentefioca e possiede unafirma chimicamoltoprimitiva: tutto ciò suggerisce che lagalassia Lap1-b possa essere laprobabile antenata, a lungo cercata dagli astronomi, delle misteriosegalassie fossiliche oggi sonovicine di casa della Via Lattea. Come riporta lo studio pubblicato sulla rivista Nature, il gruppo di ricerca guidato dall’Università giapponese di Kanazawa è riuscito a studiarla grazie alle immagini raccolte dal telescopio spaziale James Webb, di Nasa, Agenza Spaziale Europea e Canadese. Alla ricerca ha partecipato anche l'Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna.

"Lap1-b resta unoggetto unico nel suo genere", afferma Eros Vanzella dell'Inaf, co-autore dello studio guidato da Kimihiko Nakajima. "Stiamo osservando unaminuscola regione dell’universoin cui potrebbe essere in corso uno deiprimissimi episodidiformazione stellare, in un ambiente quasi privo di elementi chimici. La sua somiglianza con le galassie nane locali suggerisce, inoltre, che Lap1-b possa rappresentarne unprogenitore osservato in una fase estremamente primitiva - aggiunge Vanzella - e colto com’era più di 13 miliardi di anni fa".

I ricercatori sono riusciti a osservare questa lontanissima galassia così bene perché la sualuce è stataamplificata di 100 voltedal fenomeno dellalente gravitazionale, per il quale un grande oggetto cosmico più vicino all'osservatore può deviare e amplificare la luce proveniente da uno molto più piccolo e lontano situato dietro di esso.

Puntando l’oggetto per oltre 30 ore con il Jwst, è stato così possibile scoprire che laquantità di ossigenopresente in Lap1-b è estremamentescarsa: circa 1/240 di quella presente nel Sole. Non solo: la galassia ha una nassa di 3.300 volte inferiore a quella del Sole, il che implica che potrebbe essere composta per la maggior parte damateria oscura. Queste caratteristiche indicano che si tratta di una galassia primordiale, risalente all'epoca nella quale la prima generazione di stelle stava giungendo alla fine della sua vita.