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Laricerca italianaè in buona salute,solidaedinamica,e negli ultimi vent'anni è riuscita acolmareledifferenzenella qualità inizialmente presenti tra levarie istituzioni del Paese, offrendo unquadropiùomogeneorispetto al passato. È quanto emerge dal Rapporto sulla Valutazione della Qualità della Ricercache fotografata lasituazionenel periodo compreso fra il 2020 e il 2024, presentato a Roma dall'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur).
Al rapporto hanno partecipato132 istituzioni,di cui 100 università, 13 enti pubblicidi ricerca e19 istituzioni volontarie, per un totale di quasi76mila ricercatori. La valutazione, rileva l'Anvur, non offre una classifica, mafotografairisultatidella produzione scientifica, delle attività di valorizzazione delle conoscenze e dellacapacitàdiattrarre progetticompetitiviinternazionali.
"La Valutazione della Qualità della Ricerca costituisce un percorso complesso e impegnativo - afferma Alessandra Celletti, vicepresidente e membro del Consiglio direttivo Anvur - che abbiamo affrontato con trasparenza e responsabilità, auspicando che i risultati possano offrire uncontributo prezioso allapromozionedellaqualitàdellaricercae allavalorizzazionedelleconoscenze.Possibili linee di intervento futuro- aggiunge Celletti - riguardano l'inclusione di altri aspetti come la capacità digenerare valore sociale, culturale ed economico, e l'esplorazione delle opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale, mantenendo sempre la centralità del giudizio umano".


