InSomalia oltretre quarti dellemigrazioniper cause ambientali sono legate alla siccitàe alla conseguenteinsicurezza alimentare: lo dimostra uno studio guidato da Maria Cristina Rulli, coordinatrice del Lab Glob3ScienCE (Global Studies on Sustainable Security in a Changing Environment) del Politecnico di Milano. I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Food.

L’analisi, condotta su un dataset di 40.000 casi di migrazione ambientale in Somalia, dimostra che la siccità e la conseguente insicurezza alimentare incidono in maniera diretta sullecomunità agricole e pastorali somale, che rappresentano circa l’80% della popolazione nazionale. "I risultati mostrano una forte concentrazionedellepartenzedaareecaratterizzate simultaneamente dasiccità,insicurezza alimentare e scarsità idrica per usi agricoli: dal76% al 91% delle migrazioniambientali ha avutooriginein questihotspot", spiega Sinafekesh Wolde, prima autrice dell’articolo.

Studi precedenti hanno analizzato il ruolo del cambiamento climatico nei processi migratori, ma mancava una comprensione precisa delle migrazioni direttamente associate a eventi idroclimatici estremi, sia di natura improvvisa che a lento sviluppo. Lo studio, basato suosservazioni sul campo,interviste,dati operativi dei primi soccorritorie analisi spaziali multivariate, ha analizzato in modo sistematico l’interazione tra fattori idroclimatici edinamiche migratorie.

Con una popolazione superiore ai 19 milioni di abitanti, la Somalia ha una struttura socioeconomica che dipende dall’agropastoralismo di sussistenza. Questa dipendenza si intreccia con assetti socio-culturali in cui l’accesso alla terra e alle risorse produttive sono influenzati da dinamiche di genere, e conl’ereditàlasciata da tre decenni di guerra civile, instabilità politica e crisi umanitarie. "Anche nelle regioni che hanno superato le fasi più critiche del conflitto e stanno avviando processi di ricostruzione, la frequenza e l’intensità crescentedegli eventi idroclimatici continuano a rappresentare laminaccia più significativa" spiega Rulli. La Somalia, infatti, è esposta aricorrenti e prolungate siccità che compromettono i mezzi di sostentamento delle comunità rurali minando la sicurezza alimentare e inducendo gli agricoltori a cercare altrove soluzioni di sussistenza. Livelli elevati o critici di scarsità idrica hanno spesso costretto intere comunità ad abbandonare i propri sistemi di sussistenza tradizionali, rendendole dipendenti dagli aiuti umanitari. Un circolo vizioso che alimenta ulteriormente la migrazione economica.