La sonda interstellareVoyager 1della Nasaha spentoun altro dei suoistrumenti scientifici di bordo perrisparmiare energiaeguadagnare un anno di vita. Salgono così aotto glistrumenti disattivati, ma la speranza è che alcuni possano essere riaccesi qualora i tecnici riuscissero ad attuare una più ambiziosa operazione per il risparmio energetico definita 'Big Bang' e prevista per l'estate 2026. Lo comunica l'agenzia spaziale statunitense.

"Il 17 aprile, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa hannoinviato i comandiper spegnere uno strumento a bordo della Voyager 1 chiamato Low-energy Charged Particles Experiment (Lecp)", si legge nella nota. "Lasonda a propulsione nuclearesta esaurendol'energia e spegnere il Lecp è considerato ilmodo migliorepermantenere operativalaprima sonda interstellare dell'umanità".

Il Lecp misura le particelle cariche a bassa energia, tra cui ioni, elettroni e raggi cosmici provenienti dal nostro Sistema solare e dalla nostra galassia. Ha funzionato quasi ininterrottamente dal lancio della Voyager 1 nel 1977, fornendo dati cruciali sulla struttura del mezzo interstellare e rilevando fronti di pressione e regioni a diversa densità di particelle nello spazio oltre la nostra eliosfera.

Come Voyager 2, anche Voyager 1 si affida a un generatore termoelettrico a radioisotopi, un dispositivo che converte il calore generato dal decadimento del plutonio in elettricità. Entrambe le sonde perdono circa 4 watt di potenza all'anno. Dopo quasi mezzo secolo nello spazio, i margini di potenza si sono ridotti al minimo. Inoltre, durante una manovra attuata lo scorso febbraio, i livelli di potenza di Voyager 1 sono calati inaspettatamente.

"Sebbene spegnere uno strumento scientifico non sia la soluzione ideale per nessuno, è lamigliore opzione disponibile", osserva Kareem Badaruddin, responsabile della missione presso il Jpl.

Gli ingegneri sonofiduciosi che lospegnimento del Lecpdarà alla Voyager 1 circa un annodi respiro. Questo tempo sarà usato per finalizzare una soluzione più ambiziosa per il risparmio energetico, chiamata 'Big Bang'. L'idea è quella disostituire in un sol colpoun gruppo di dispositivi alimentati, spegnendone alcuni erimpiazzandoli conalternative a basso consumoenergetico. Tra maggio e giugno il team proverà il Big Bang sulla Voyager 2, che ha un po' più di energia a disposizione ed è più vicina alla Terra, il che la rende un soggetto di test più sicuro. Se l'operazione riuscirà, verrà replicata su Voyager 1 non prima di luglio.