Quando unrinovirus, la causa più frequente del comuneraffreddore, cerca diinfettare lecellule che rivestono l'internodelnaso, queste ultime uniscono le forze attivando un potente arsenale: è proprio laloro rispostainfatti, e non il virus in sé, adeterminare se ci ammaleremo e la gravità dei sintomi.Lo dimostra lo studio della Yale School of Medicine pubblicato sulla rivista Cell Press Blue, che partendo da cellule staminale umane coltivate in laboratorio ha ottenuto unorganoide in grado diimitare in maniera semplificata ilcomportamento dellecellule che rivestono le cavità nasali. Irisultati aprono la strada a nuovi farmacichepotenzino proprio questi meccanismi di difesa naturali.

Grazie all'organoide ottenuto in laboratorio, i ricercatori coordinati da Ellen Foxman hanno potuto osservare larisposta coordinata di migliaia di cellule contemporaneamente. Quando rilevano la presenza del rinovirus, infatti, le cellule iniziano a produrreinterferoni, proteine chebloccano l'ingresso del virus e la sua replicazione. Ladifesa noncoinvolge solo le cellule infettate, ma anchetutte quelle vicine, ese si svolgeabbastanzarapidamente ilvirus non riesce a diffondersi. Il ruolo cruciale di questo meccanismo è stato dimostrato quando gli autori dello studio lo hanno bloccato: il rinovirus ha rapidamente infettato moltissime cellule, causano in alcuni casi addirittura la morte degli organoidi.

Se l'attaccodel virus è piùmassiccio vengono poiattivate anche altre 'armi', come l'aumentata produzione di muco e una risposta infiammatoria. "I nostri esperimenti dimostrano quanto sia fondamentale ed efficace una rapida risposta dell'interferone nel controllo dell’infezione da rinovirus - commenta Bao Wang, primo autore dello studio - anche in assenza di cellule del sistema immunitario".