Lepiante hanno trovato delleamicheinusuali nelleonde sonore: ricercatori guidati dall'Istituto Reale di Tecnologia di Melbourne (Rmit), in Australia, hanno sviluppato un nuovo metodo perrivestire superfici delicatesenza danneggiarle, sfruttando le onde sonore ad alta frequenzaper produrre unanebbiolinacherivestelefogliedelle piante con unostrato protettivo anti-Uv. Questo approccio, pubblicato sulla rivista Science Advances, fornisce una soluzione innovativa a un problema di lunga data nell'ambito della scienza dei materiali:molti rivestimentiprotettivi richiedono, infatti,temperature elevateo processi aggressivi che lirende inadatti a materiali delicati cometessuti viventi e plastiche morbide.La nuova tecnica, invece, apre delle opportunità per quei settori industriali che utilizzano tali materiali.

"Questi materiali possiedono proprietà straordinarie - afferma Leslie Yeo, che ha coordinato la ricerca insieme a Joseph Richardson e Amgad Rezk - ma finora bisognava scegliere tra preservarne la struttura e proteggere la superficie sulla quale vengono applicati. Questo lavoro - aggiunge - dimostra che c'è un modo per evitare tale compromesso".

Anziché realizzareilrivestimentoe poiapplicarloin unsecondo momento, la tecnica usa leonde sonore per eseguireentrambeleoperazioni contemporaneamente.Le vibrazioni ad alta frequenza scompongonolasoluzione liquida protettiva in goccioline microscopiche. Mentre viaggianonell'aria, tali gocciolinesi assemblanorapidamente in uno strato solido che si deposita uniformementesullasuperficie sottostante. L'operazione richiede pochi minutie funziona atemperatura ambiente.

Per verificare la compatibilità del rivestimento con i tessuti viventi, i ricercatori lo hanno applicato su foglie di piante vive: ilrivestimentohaassorbitoiraggi Uv dannosi lasciando peròpassare laluce visibile, e dunque la pianta può continuare a effettuare lafotosintesipur essendo protetta.