Vista latraccia di un'atmosfera su unpianeta roccioso che si trova nella cosiddettazona abitabiledella sua stella, cioè orbita a unadistanza dalla sua stellatale da poter avereacqua liquida in superficie. Il pianeta si chiamaLHS 1140 b, la sua massa è1,7 volte maggiorerispetto a quella dellaTerra ed è distante 40 anni luce. E' quanto emerge dai dati raccolti dai telescopi Magellano in Cile, nello studio guidato da Collin Cherubim, dell’Università di Harvard, e pubblicato sulla rivista Science. 

“E' stato osservato unapossibile fuga atmosfericadielio, un gas che consideriamo unottimo indicatoreper individuarepossibili atmosferesupianeti lontaniperché il suosegnale vienedifficilmente disturbato”, ha detto all’ANSA Giulia Guilluy, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

Già da tempo si conoscono pianeti in orbita attorno ad altre stelle, abbastanza simili alla Terra e che si trovano alla distanza giusta, né troppo lontani ne troppo vicini, dalla propria stella per avere le condizioni di temperature necessarie a mantenere almeno una certa quantità di acqua in forma liquida. Tra questi c’era LHS 1140 b, un pianeta roccioso più grande del nostro che si ritiene siacoperto da ghiaccie abbia anche una zona con ungrande mare di acqua liquida.

Da tempo questo pianeta era al centro diosservazioni per tentare di rilevare la presenza di un’eventuale atmosfera e ora i dati in arrivo dai telescopi Magellano sembrano far ben sperare. In una delle notti di osservazione hanno visto tracce di elio, un elemento gassoso, che secondo gli autori sarebbe la prova tanto attesa.Non sarebbe la prima osservazione in assoluto di una possibile atmosfera di un esopianeta, maè la prima voltache la si osserva identificato una fuga di elio e da un pianeta roccioso.

“Ovviamente tutto questonon vuol direche su LHS 1140 b siapresente la vita, su questonon abbiamo alcuna prova”, ha aggiunto Guilluy. Ilprossimo passo, dicono gli stessi autori della ricerca, sarannonuove osservazioniperconfermare la scoperta della presenza dell’elioe possibilmente riuscire a definire con più chiarezza lacomposizione di questaatmosfera aliena