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L'eruzione delVesuvio che distrussePompei edErcolano circa 2mila anni faha permesso diaggiustare le lancette degli orologi usati per misurare la storia della Terra. Grazie al fatto che si è riusciti arisalirealla data precisa dell'eruzione, il 24 agosto del 79 d.C., i ricercatori hanno potutoricalibrare i metodi didatazione utilizzati per capire quando sono avvenuti glieventi geologici del passato o per calcolare l'età delle roccerisalenti alle origini del nostro pianeta. Il risultato è stato ottenuto dal gruppo di ricerca guidato da Centro di Geocronologia dell'Università della California a Berkeley, con la partecipazione dell'Università di Padova. Lo studio è pubblicato sulla rivista Science Advances.
Analizzandootto campioni di un minerale vulcanico proveniente dal Vesuvio, i ricercatori coordinati da Paul Renne sono riusciti a renderepiù precisoil metodo di datazione argon-argon, che si basa sul tempo che impiega l'isotopo potassio-40contenuto nelle rocce vulcaniche atrasformarsi inargon-40, un elemento chenormalmente nonèpresente primadi un'eruzione.Il metodo così ricalibrato ha collocato l'eruzione 1.938 anni prima dell'analisi, svolta nel 2025, con un margine di incertezza di 13 anni.
L'età effettiva dei minerali era di 1.946 anni, dunque la stima è risultatadue volte più precisadi quella ottenuta mettendo il campione in un reattore nucleare e irradiandolo con neutroni.
Partendo da questo risultato, gli autori dello studio hannoricalibrato anche il metodo didatazione alcarbonio-14, che misura la quantità residua di un isotopo radioattivo del carbonio per calcolare l'età di reperti di origine organica come il legno, e quello uranio-piombo, usato per determinare l'età di rocce e minerali molto antichi misurando il rapporto tra gli isotopi dell'uranio e quelli del piombo. "Speriamo di riuscire a unificare il più possibile i vari metodi di datazione geologica - commenta Renne - impiegando la stessa matematica e lo stesso approccio".


