L'Intelligenza Artificialepuò aiutare aproteggeremeglio l'Artico e tutto il Nord Europa, fornendoprevisionipiù accurate sulleconcentrazionidi polveri sottili nell'aria, il cosiddettoPM10.Ricercatori dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Montelibretti, vicino Roma, e del Joint Research Centre della Commissione Europea che si trova a Ispra, in provincia di Varese, hanno messo a punto unnuovo modellodi IA appartenente alla famiglia dei cosiddetti 'modelli linguistici di grandi dimensioni' (Llm), la stessa alla base di Chat-Gpt e simili, in grado di prevedere la concentrazione di PM10 in queste aree. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista npj Clean Air.

L'Artico è una delle zone del mondo che più di ogni altra risente degli impatti delle attività umane. Oltre alloscioglimentoaccelerato deighiacci, raccoglieanche moltiinquinanti prodottia latitudini più basse etrasportatifin lì dallacircolazione atmosferica. Le polveri sottili contribuiscono a rendere ilghiacciopiù scuro,favorendoneuna suafusionepiù rapida, ma possono creare anche problemi sanitari in caso di picchi elevati nelle concentrazioni.

"Il modello - dice Alice Cuzzucoli del Cnr-Iia, prima autrice della ricerca - ha considerato dati di misure di PM10 nel recente passato, previsioni dal sistema Copernicus (il programma europeo di Osservazione della Terra gestito da Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea), dati meteorologicie informazioni geografiche sulle varie stazioni, perprevederela concentrazione diPM10 a distanza di 48 orenel futuro. Confrontando le previsioni del modello con quanto poi accaduto realmente - evidenzia Cuzzucoli - i nostri risultati si sono rivelati sempre sensibilmente migliori di quelli dei classici modelli utilizzati finora, anche nellavalutazione di picchi di concentrazione particolarmente estremi".