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Nuovi problemi stanno facendo slittare il lancio della missione Artemis II, che dovrebbe portare quattro astronauti in orbita attorno alla Luna: finora prevista a marzo, la partenza è stata ora spostata a non prima di aprile. Il motivo del ritardo sta in una nuova complicazione che riguarda il razzo Space Launch System: mentre l'ultima prova generale effettuata nella notte tra 19 e 20 febbraio si era conclusa senza intoppi, durante la notte del 21 febbraio è stata riscontrata un'interruzione nel flusso di elio allo stadio superiore del razzo, che serve a mantenere le condizioni giuste per il motore e a pressurizzare i serbatoi contenenti idrogeno e ossigeno liquidi.
Per capire dove sta il guasto e ripararlo, la Nasa ha quindi deciso di far scendere il razzo e la capsula Orion montata in cima dalla piattaforma di lancio del Kennedy Space Center, in Florida, e di riportarli nell'edificio di assemblaggio a oltre sei chilometri di distanza, operazione che richiede tempo. Soltanto il trasporto, infatti, dura diverse ore e al momento è ostacolato anche dai forti venti. Se i tecnici riusciranno a risolvere il problema velocemente, il mese di aprile resta al momento un'opzione possibile per il lancio della missione.
Nel frattempo, i membri dell'equipaggio di Artemis II sono stati lasciati liberi di interrompere il periodo di quarantena di circa due settimane che si svolge immediatamente prima di un lancio. È la seconda volta che Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch della Nasa, insieme a Jeremy Hansen dell'Agenzia spaziale canadese, si trovano a interrompere il periodo di isolamento: era già successo a fine gennaio, quando i test avevano evidenziato perdite di idrogeno durante il caricamento del propellente nel razzo Sls.


