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Ilpassato ricco di acquadiMarte è scritto nellamappa più dettagliata mai realizzata delle sueargille, sedimenti che si formano in ambienti acquosi e nelle quali, dunque, avrebbe potuto svilupparsi la vita. Messa a punto dall'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma, la mappa si basa su quasi1.500 osservazionicondotte grazie agli strumenti del Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, in orbita attorno al Pianeta Rosso dal 2006. Lo studio, pubblicato sul 'Journal of Geophysical Research: Planets', aiuterà a individuare i siti di atterraggio più promettenti per le future missioni spaziali.
"Abbiamo realizzato una mappa globale,messaa disposizione della comunità ‘marziana’ internazionale", dice Jeremy Brossier, che ha guidato la ricerca. "L'ampiadiversità mineralogica riflette lastoria geochimica lunga e complessa del pianeta - continua Brossier - legata adiverse condizioni di formazione e alterazionein presenza di acqua".
I risultati, ottenuti grazie allo sviluppo di nuovi metodi per ridurre il 'rumore' nei dati, vale a dire tutti quei segnali che disturbano e confondono le firme dei vari minerali, mostrano unadistribuzione per nulla omogenea: leargille più ricche di ferro, ad esempio, dominano nella regione di Mawrth Vallis, una zona dall'aspetto simile a quello del Grand Canyon, mentrequelle più ricche di magnesiosono concentrate soprattutto nellearee di Nili Fossae e dei Libya Montes, una catena montuosa.
InveceOxia Planum, ilsito di atterraggio del rover Rosalind Franklindella missione ExoMars dell'Agenzia Spaziale Europea, il cui lancio è previsto nel 2028, ospita argille dicomposizione intermedia. Ciò rende Oxia Planum, situata in prossimità dell'equatore marziano, un’area particolarmente promettente per lo studio degli antichi ambienti acquosi e per la ricerca di possibili firme della vita passata.


