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In futuro, lediscotechepotrebbero essereilluminatedaalghe viventi, chebrillanoa comando pulsando a ritmo di musica. Un gruppo di ricercatori dell'Università del Colorado a Boulder ha messo a punto unmateriale bioluminescente stampabile in 3D che contienealghe vive, 'accese' a comandograzie a semplicisostanze chimiche. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science Advances, potrebbe trovareapplicazionenon solo indispositividaldesignaccattivante: questa tecnologia apre, infatti, arobotautonomi ingrado di operare al buio senzabisogno dibatterie,ad esempio mentreesploranoleprofondità marineoambienti spaziali, ma anche a sensori viventi capaci dimonitorare la qualità dell'acqua,illuminandosiin presenza ditossine.
I ricercatori coordinati da Wil Srubar hanno utilizzato laPyrocystis lunula, un'alga bioluminescenteche emette unaluce blu visibilea volte tra leondedell'oceano. Questi lampi, tuttavia, durano solo pochi millisecondi. Per mantenerelaluminescenzapiù a lungo, gli autori dello studio l'hanno esposta a semplicisoluzioni caratterizzate da unpH acido o basico, scoprendo che entrambe possono attivare le alghe.
IlpH acido, in particolare, mantiene labioluminescenza fino a 25 minuti,inducendo l'alga a produrre unaluce brillante e concentrata, mentre ilpH basicoproduce unalucepiùdiffusae dibreve durata.
Per trasformare le alghe luminescenti in materiali utilizzabili, i ricercatori le hannoincorporate in un idrogel,un materiale gelatinoso a base d'acqua, che è statomodellatoinsvariate forme grazie alla stampa 3D. Le alghe sono rimaste vive all'interno del materiale per molto tempo, mantenendo il75%della loroluminositàanchedopo 4 settimane.


