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Osservare ilcomportamento deglianimali permette dicapire comeinvecchieranno e anchequanto a lungo vivranno. Tra ifattori chiavelaqualità del sonno e del movimento. E' quanto emerge dllo studio finanziato dalla Knight Initiative for Brain Resilience presso il Wu Tsai Neurosciences Institute di Stanford, nel quale sono stati studiati81 piccoli pescidallavita molto breve, killifish turchesi, posti in vasche separate e monitorati continuamente grazie a delle telecamere. Pubblicata sulla rivista Science, la ricerca indica chebastano pochi giorni di dati comportamentalisuipesci di mezza età perprevederne ladurata dellavita. E' emerso inoltre chel'invecchiamento, almeno in questi pesci, nonprocede in modo graduale ma ascatti, con lunghi periodi sistabilità alternati acali repentini.
I ricercatori sottolineano cheanche negli esseriumani laqualità del sonno e del movimento e i cicli sonno-vegliaspesso peggiorano con l'età, e questi cambiamenti sono stati collegati al declino cognitivo e alle malattie neurodegenerative. Con l'avvento deidispositivi indossabili e delmonitoraggio a lungo termine, affermano, si potràverificarese gli stessiprincipi predittori precocivalgono anche per lepersone.
Il killifish è uno dei vertebrati dalla vita più breve (quattro-otto mesi) studiati in laboratorio, ma condivide caratteristiche biologiche fondamentali con specie più longeve come gli esseri umani, tra cui un cervello complesso. Dalle registrazioni sono state estratteinformazioni dettagliate supostura,velocità,riposo e movimento, identificando 100 distinte "azioni brevi e ricorrenti" che rappresentano gli elementi fondamentali del modo in cui un pesce si muove e si riposa. "Con il comportamento - afferma la genetista Anne Brunet, coautrice assieme al bioingegnere Karl Deisseroth, dello studio presso la Stanford Medicine - si osserva l'intero organismo, in modo continuo e non invasivo".
Una delle scoperte più sorprendenti del team è stata ladivergenza deipercorsi diinvecchiamento precoce individuali. Raggruppando gli animali in base alla durata della loro vita è stato analizzato il periodo in cui sono emerse le prime differenze comportamentali. Hanno scoperto cheall'inizio della mezza età (dai 70 ai 100 giorni), ipesci che avrebbero vissuto più o meno a lungo sicomportavano già inmodo diverso.
In particolarekillifish che avrebberovissuto più brevemente tendevano adormire non solo di notte, ma sempre di più durante il giorno. Al contrario, i pesci che avrebbero vissuto più a lungo dormivano principalmente di notte. Ma il sonno non era l'unico segnale: erano piùlongevianche quelli chenuotavano con maggiore vigore e velocitàsoprattutto di giorno.
Infine la maggior parte dei pesci ha subito da due a sei rapide transizioni comportamentali, ciascuna della durata dipochi giorni, seguite da fasi più lunghe e stabilidella durata disettimane. "Ci aspettavamo - afferma la ricercatrice Claire Bedbrook - che l'invecchiamento fosse un processo lento e graduale. Invece, gli animali rimangono stabili per lunghi periodi e poi passano molto rapidamente a una nuova fase".


