In ungenedilievitopotrebbe nascondersi l'armaper combattere lemalattie mitocondriali umane, ossia idisturbi genetici che determinano unmalfunzionamentodeimitocondri,le centrali energetiche delle cellule, e che per la maggior parte sonoattualmente prive di qualsiasi cura. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Nature Metabolism e guidato dal Centro Nazionale per le Investigazioni Cardiovascolari Carlo III (Cnic) di Madrid: gli autori della ricerca, che vedono come primo firmatario l'italiano Andrea Curtabbi del Cnic, hanno infatti dimostrato che con l'aggiuntadi questogene,lecelluleumane malatesono in grado di aggirareidifetti dei mitocondri e difunzionare come quelle sane.

Negli organismi complessi come gli esseri umani, la respirazione cellulare effettuata dai mitocondri è quel processo essenziale che, utilizzando ossigeno, genera l'energia necessaria alla vita. Alcuni organismi come il lievito Saccharomyces cerevisiae possono, però, sopravvivere anche senza ossigeno, grazie a percorsi metabolici alternativi. 

Partendo da questo dato di fatto, i ricercatori coordinati da José Antonio Enríquez hanno individuatoungene chiave che consente al lievito di bypassare la respirazione mitocondriale, e lo hanno inserito in cellule umane. I risultati mostrano che, grazie a questo gene, lecellule malate riacquistano la capacità di crescere normalmentecome quelle sane, enon presentano alterazioni di altre funzionicellulari essenziali. 

"I mitocondri non producono solo energia - afferma Enríquez - plasmano anche processi fondamentali come la sintesi del Dna. Il nostro lavoro dimostra che se forniamo alla cellula un percorso alternativo - continua il ricercatore - possiamo sostenerne la crescita anche quando la respirazione mitocondriale fallisce".