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L'acquadell'Oceano Pacificoè destinata ad andare incontro a unparadosso: man mano che letemperature aumentanoa causa del riscaldamento globale, glistrati che ora contengonoacqua giovanepiùricca di ossigenodiventerannopiù vecchi, mentre quelli caratterizzati daacqua più povera di ossigeno, e dunque piùvecchia, sono destinati aringiovanire. Lo indica lo studio guidato dall'Università della California a San Diego e pubblicato sulla rivista Agu Advances. Questicambiamenti potrebbero provocarenotevoli problemiper gli ecosistemi oceanici, modificando drasticamente l'abitabilità delle acque per lavita marina.
Anche l'acqua invecchia: col passare del tempo,perde l'ossigenoin essa disciolto, che vieneconsumato dalla vita animale e vegetale e dallereazioni chimiche, e l'unico modoper reintegrarloèrisalire in superficiea contatto con l'aria. È noto, inoltre, che l'acqua più calda riesce a trattenere meno ossigeno, perciò ilcambiamento climaticofarà, in generale, 'invecchiare' glioceani.
Per capire se tale processo avverrà nello stesso modo in tutto il Pacifico, i ricercatori guidati da Benjamin Taylor hanno eseguito al computersimulazioni semplificate dellacircolazione oceanica tra 100 anni. I risultati evidenziano unoscenario che appare paradossale, soprattutto per quello strato compresotra i 200 e i 1.000 metri di profondità, che funge dazona di transizionetra lo strato superficiale più caldo e le acque oceaniche più fredde e profonde.
L'aumento delle temperatureridurrà la circolazionetra questistrati. NelPacifico settentrionale, rallenterà soprattutto il rimescolamento con le acque superficiali più giovani e, dunque, lo strato intermedio riceverà meno ossigeno einvecchierà. Nell'area tropicale, invece, si ridurrà la circolazione con le acque più profonde e lo strato intermedio non verrà privato di parte del suo ossigeno, ediventerà così più giovane.


