Da area depressaad uno deipiù importanti hub biotecnologicial mondo. La storia recente dellaCarolina del Nordè unesempio virtuosodipolitiche di sviluppomirate a promuovere lacrescita sociale ed economicain uno Stato dal passato prevalentemente agricolo e risorto dalle proprie ceneri dopo il declino dell'industria del tabacco e del tessile. E' unastoria di reinvenzionee la punta di diamante di questa rinascita è laResearch Triangle Region, una zona delimitata dalle città di Raleigh, Durham e Chapel Hill, dove ha sede ilpiù grande parcodiricerca einnovazione industriale degliStati Uniti, ilResearch Triangle Park (Rtp).

Nato allafine deglianni '50 da un'iniziativa congiunta del governo federale e degli enti locali, inquasi 70 anni, grazie alla combinazione trauniversità,ricerca eimprese, il Rtp ha trasformato lo Stato del Sud in una sorta di Silicon Valley della East Coast.

Le tre universitàpresenti,Duke,Unc Chapel HilleNC State, possono tutte vantare la designazioneR1, (altissima attività di ricerca), e strizzano l'occhio a istituzioni accademiche di elite come Harvard, Stanford, Mit, Yale e Berkeley. Secondo i dati forniti all'ANSA dalla Research Triangle Region Partnership (Rtrp), l'organizzazione non profit che si occupa dello sviluppo economico del Rtp, si tratta di un'areatra quellea più rapida crescitanegli Usa. Dal2020 lapopolazione èaumentata del 5,6% e ad oggi conta circa2,4 milioni di abitanti. Solo nel triangolo delle tre università lavorano50milapersone distribuite in oltre385 aziende. Fuori da questo perimetro, inoltre, ci sonoaltre 7milaaziende, di cui almeno700 internazionali, attirate anche da una delle più basse 'corporazioni tax del Paese' (un equivalente dell'Ires in Italia) che facilita investimenti dall'estero.

Con questi presupposti, il triangolo ha creato unecosistema che è una sorta di 'Afrodite' per gliinvestimenti dall'estero, è il luogo dove le start up crescono e dove giganti della biotecnologia diventano ancora più grandi. Esempi internazionali sono le francesi bioMérieux e Cellectis, la giapponese Astellas. "Questo è il nostro momento - ha detto Ryan Combs, direttore esecutivo della Rtrp - e la voce si sta spargendo. Le aziende possono fare attività di ricerca al Centennial Campus della North Carolina State University e andare in produzione a trenta minuti di distanza, il personale è qualificato e gli incentivi sono concreti".

Le aziende non hanno solo bisogno di incentivi - ha detto all'ANSA Luigi Mercuri, managing director dell'agenzia che si occupa dello sviluppo territoriale dello stato in Europa (Edpnc) e presidente di C.a.s.e. (Council of American States in Europe) - ma anche di forza lavoro, logistica e un clima economico stabile. A differenza di Stati che fanno affidamento solo su agevolazioni fiscali per attrarre investitori, la Carolina del Nord prepara il terreno per ilsuccesso a lungo termineinvestendo in infrastrutture, istruzione ed ecosistemi di innovazione che offrono stabilità alle aziende".

Anche se non esattamente all'interno del Triangolo, ci sono aziende italiane presenti in Carolina del Nord, tra queste Biesse Group, Chiesi Farmaceutici, Brembo, e Nutkao. "L'Italia può sicuramente trarre spunto da quelli che sono stati qui esempi riusciti di vere e proprie 'politiche del Mezzogiorno' - sostiene Mercuri - attraverso investimenti pubblici e privati mirati in infrastrutture, università, attrazione di imprese e innovazione,come nel caso del Research Triangle Park, questi territori hanno saputo trasformare aree storicamente meno sviluppate in poli dinamici di crescita economica e tecnologica ora in competizione con i classici e storici poli tecnologici del paese e tra le altre cose c'è un legame anche simbolico con il nostro paese perché Giovanni da Verrazzano, esploratore fiorentino al servizio della Francia, fu il primo europeo ad esplorare la costa della Carolina del Nord nel marzo 1524"