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Laspia del percorso diinvecchiamento di ciascun individuo si nasconde nelsistema immunitario: è il rapporto tra due tipi diversi di celluleimmunitariea rivelare se una persona rimarrà in salute o se corre il rischio di sviluppare una malattia. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Immunity e guidato dalla Washington University di St. Louis, dal King's College di Londra e dal Nationwide Children’s Hospital di Columbus. Questi specifici segnali di allarme forniti dal sistema immunitario potrebbero aprire la strada a test diagnostici di allerta precoce in grado di rilevare il rischio di malattiaanniprima dellacomparsa deisintomi.
I ricercatori coordinati da Maxim Artyomov della Washington University, Stephen Harridge del King’s College e Mykyta Artomov del Nationwide Children’s Hospital hanno analizzato circa 12,4 milioni di singole cellule immunitarie provenienti dalsangue di più di2.600 personedai20 aglioltre 90 anni, provenienti da Nord America, Regno Unito, Asia e Australia.
I risultati mostrano che, nel corso del tempo, un sistema immunitario sano si orienta gradualmente verso cellule che producono il granzima K, un enzima chesuona l'allarmeperrichiamare rinforzi immunitari. Invece, un sistema immunitario che vede unamaggiore quantità di cellule che producono ilgranzima B,cheuccide attivamentele cellule malate, è indice di uninvecchiamento non sano.
Alcuni individui raggiungono prima, nel corso della vita, lo stato che vede la dominanza del granzima B e, perciò, il loro sistema immunitario invecchia più rapidamente. I dati indicano, infatti, che queste persone hanno unrischio di morte più elevatonel decennio successivo, così come una maggiore probabilità di sviluppare patologie croniche come ildiabete di tipo 2.


